Modena; Operazione Sigonio: i muratori al lavoro Le lezioni dal 2020
Il sindaco presenta l’avvio del cantiere di via Saragozza: costo 11 milioni, tempo 3 anni, poi tornerà la sede del liceo
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Nel settembre 2020 oltre 700 ragazzi torneranno finalmente nel rinnovato liceo socio-pedagogico e musicale Carlo Sigonio della centralissima via Saragozza. Ieri il sindaco Muzzarelli e l’assessore Giacobazzi hanno “consegnato” il cantiere da 11 milioni di euro dello storico edificio chiuso dal terremoto del 2012 alla società vincitrice del bando Pessina di Milano. Una azienda storica molto nota, ad esempio per avere dato vita al restauro della Biblioteca Apostolica e alla Torre dello Ior in Vaticano, ma anche finanziatrice del defunto quotidiano del Pd l’Unità. Spiegano sindaco e assessore: «Prima del terremoto il Sigonio era diviso in due sedi e la scelta di tornare nello storico edificio, rispetto alla costruzione di una nuova scuola in periferia, ci permette di rivitalizzare una parte importante del centro storico. E abbiamo anche risparmiato. L’area tornerà viva anche per l’estrema vicinanza del San Paolo».
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Mentre quest’ultimo resta in parte inutilizzato almeno per i servizi dopo il restauro da 17 milioni di euro questo cantiere porterà a un beneficio in termini di frequentazione della zona.
I numeri, anzitutto: il cantiere milionario interverrà su una superficie complessiva di 7.400 metri quadri, recuperando anche aree dell’edificio non utilizzate da parecchi anni, con circa 4 mila metri quadri di spazi all’aperto tra cui un cortile di 3.324 metri quadri, il chiostro e i giardini interni. Ancora: le aule saranno 40, ci sarà una biblioteca collocata in una delle ali più antiche dell’ex convento e ampi spazi per la musica anche nel vicino San Paolo con cui il Sigonio condivide l’ampio cortile dov’è anche collocata una antica fontana da valorizzare.
Anche se il cortile più bello è il piccolo chiostro interno, oggi invaso dalla vegetazione, ma che a prima vista pare un gioiello da valorizzare a fondo. Ci sarà al posto delle due chiese - una pubblica su via Saragozza e una “privata” per le suore che vi accedevano tramite una scala segreta che ora verrà valorizzata - che vennero trasformate in palestra un auditorium da 160 posti: «Il Comune non ha spazi per dibattiti così grandi - continua il sindaco - quindi questo luogo sarà utile alla città». In centro, in effetti, ci sono ad esempio gli spazi della San Carlo, mentre occorre spostarsi leggermente dalla Ghirlandina per trovare le comunali Sala Pucci in via Canaletto sud e la sala Olivi in Ciro Menotti. Poche scuole, alla fine dei lavori, potranno presentarsi come si presenterà il Sigonio.
Una visita al luogo oggi però toglie il fiato: gli spazi sono bellissimi, ma estremamente degradati a causa dei lunghi anni di abbandono. Al piano terra, l’unico che è stato possibilità visitare, ci sono saloni grandi pieni di resti, calcinacci, oggetti come palloni o cancellini da lavagna. I muri non si presentano particolarmente in buone condizioni, segno che l’intervento sull’edificio - il progetto ha già avuto il via libera della Soprintendenza - sarà pesante e delicato. «La scala segreta delle monache - spiega l’architetto dei lavori pubblici Lucio Fontana - verrà valorizzata così come tante decorazioni pittoriche in aule e saloni». L’opera è di grande impatto culturale. «Nell’intervento in programma le operazioni di tipo strutturale si integrano con quelle di rifunzionalizzazione: sono previsti, infatti, lavori di riparazione e miglioramento sismico, di restauro dell’intero complesso scolastico, ma anche attività per inserire nuove funzioni nella struttura, ad esempio le aule musicali che necessitano di particolari requisiti in tema di miglioramento e isolamento acustico”, hanno concluso il direttore tecnico Guido Valgolio e all’architetto Elena Reynaud di Pessina Costruzioni.
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