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Modena, picchia e rapina la madre: patteggia 1 anno e 6 mesi

Modena, picchia e rapina la madre: patteggia 1 anno e 6 mesi

L’ha malmenata più volte per farsi pagare la droga, l'ultima volta l'ha anche rapinata e le ha sequestrato i documenti.E' stata la stessa vittima a denunciarlo. Il 22enne ieri ha patteggiato, il giudice ha stabilito resterà in carcere

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MODENA. Picchia la madre per duecento euro. Quando la donna si fa curare e racconta tutto ai medici, emerge che è stata sottoposta molte a volte a maltrattamenti e violenze da parte del figlio. E ieri, al termine delle indagini, il 22enne ha patteggiato una pena di un anno e sei mesi di carcere. Il giudice ha deciso che continuerà a restare in cella a Sant’Anna, dove è rinchiuso da quando è stata disposta la misura cautelare all’inizio delle indagini per il pericolo che ricommettesse atti violenti. Niente sospensione di pena, quindi, per il giovane di origini marocchine H.W.E, residente a Modena.

Il patteggiamento di ieri, condotto tra il pm Macro Niccolini e il difensore, avvocato Antonietta Baffa Scirocco, ha preso in esame due capi di imputazione: rapina e maltrattamenti in famiglia.

BOTTE E RAPINA. Il primo caso, che è quello che ha portato al luce una situazione id violenza familiare, è avvenuto nel maggio scorso nella loro abitazione in città. Il giovane è tossicomane e ha affrontato la madre chiedendole ancora una volta denaro per pagarsi la droga, in questo caso 200 euro. Le ha anche preso i documenti per farle pressione e assicurarsi di avere quel denaro: in questo modo le ha impedito che andasse a raccontare a qualcuno cosa aveva fatto. Mentre usciva l’ha gettata contro lo stipite della porta facendole male.

Durante le cure in pronto soccorso, la donna, molto amareggiata, ha raccontato ai medici e poi a un agente di polizia le vessazioni crudeli che stava subendo dal figlio.

IL CORAGGIO DELLA VITTIMA. La donna ha riferito di numerosi episodi di violenza subiti da lui sempre per i soldi che servivano per la droga. Casi di aggressioni e anche di autolesionismo per indurre una madre ormai del tutto consapevole e contraria a quanto stava avvenendo.

Il giudice ha deciso che sconterà la pena. La difesa ha fatto sapere che chiederà l’inserimento in una comunità ridi recupero.
 

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