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Università, il rettore: «Numero chiuso inevitabile»

di Gabriele Farina
Università, il rettore: «Numero chiuso inevitabile»

Il rettore dell'università di Modena e Reggio Emilia Andrisano spiega: «Senza altri fondi, la situazione non è più sostenibile. Se vogliamo aumentare il numero di laureati servono più investimenti»

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MODENA. «Se vogliamo aumentare il numero dei laureati occorre investire». Angelo Andrisano, rettore dell’università di Modena e Reggio, interviene sui test d’ingresso, un tema più attuale che mai dopo la sentenza del Tar del Lazio.

Il tribunale amministrativo, lo scorso 31 agosto, ha accolto il ricorso dell’Unione degli universitari (Udu) contro la Statale di Milano. L’ateneo lombardo ricorrerà al Consiglio di Stato, che si pronuncerà a maggio 2018; tuttavia, gli esami di ammissione per le facoltà umanistiche alla Statale – previsti per ieri – sono stati sospesi. Ai test si erano iscritti 5mila studenti per 3.200 posti.

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Per l’Udu la decisione del Tar rappresenta una «vittoria storica». I test d’ingresso non sono stati però aboliti: oggi partiranno su scala nazionale le prove per accedere a Medicina e il calendario sarà fitto sino a venerdì 15, il giorno degli scritti per Scienze della Formazione primaria. In ogni caso, il fronte è aperto.

«A ogni convegno diciamo che in Italia ci sono pochi laureati, che siamo il penultimo Paese in Europa, poi vediamo il numero chiuso allargarsi», ha detto il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. In pratica, servirebbero più investimenti per permettere una maggiore offerta agli studenti. Per il numero chiuso, tuttavia, il ministro lascia piena autonomia ai singoli atenei.

«Alle 7.40 di ieri ho sentito il ministro e Gaetano Manfredi, presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane. C’’è stata grandissima sintonia tra i due e non posso che essere d’accordo con loro – commenta Andrisano, intervenendo a Modena per un incontro in ateneo – . Se vogliamo aumentare il numero di laureati occorre investire, dare all’università gli strumenti per aumentare le strutture, i laboratori e i numeri dei docenti». In tal senso, Unimore intende fare la sua parte.

«Siamo in prima fila – riprende il rettore – anzi siamo davanti alla prima fila per questo aspetto». Per Andrisano, c’è un ostacolo da superare: le semplificazioni. «Nessuno ricorda mai che lo stesso ministero ha posto un vincolo rispetto al numero degli iscritti – precisa il rettore – perché gli studenti richiedono un certo numero di personale docenti». Docenti che, a Modena e a Reggio (come altrove), non sempre sono sostituiti prontamente. «Il personale docenti è limitato da un turnover che non è mai stato al 100% - sottolinea Andrisano – anzi, l’anno prossimo il ministro ci comunica sarà al 100% (per un professore che andrà in pensione ne arriverà un altro, ndr). Almeno così potremo garantire un buon numero di personale. Se occorre aumentare il numero degli studenti, come sostiene Manfredi, dobbiamo poi pensare a una formazione di qualità. Non possiamo pensare di mettere cinquecento persone in un’aula da duecento e che siano seguite da un solo docente. Laddove occorrono più strutture e laboratori non siamo in grado di garantire, allo stato attuale, la stessa qualità di formazione. Ben vengano quindi più risorse e investimenti».
 

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