Gazzetta di Modena

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Viene dall’Inghilterra il primo birraio modenese

di Miria Burani
Viene dall’Inghilterra il primo birraio modenese

Steve Dawson dieci anni fa ha realizzato il suo sogno e ha aperto la White Dog a Rocchetta di Guiglia. «Allora in Emilia eravamo in 8, oggi i produttori sono 150»

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MODENA. Crescono i consumi di birra in Italia, soprattutto quelli legati alle birre artigianali che stanno ormai invadendo il mercato. Anche nella nostra provincia aumentano i birrifici artigianali, ma il primo, quello che si può definire il decano dei birrai modenesi, è inglese. Steve Dawson, originario di Brighton, undici anni fa, alla soglia dei cinquant'anni decise nel 2006 di aprire il suo birrificio, cercando di inseguire un suo sogno nel cassetto. E lo fece qui, sul nostro Appennino, dove vive da tempo.

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«Ho studiato lingua e leteratura italiana e nell'80 sono venuto per la prima volta in Italia per motivi di studio – racconta Steve – una specie di Erasmus, per quei tempi, all'Università di Bologna. Poi sono tornato in Inghilterra per laurearmi, ma ormai avevo già un piede in Italia e sono tornato. Da allora, a parte una pausa di 4 anni a New York, sono sempre stato qui e ho sempre lavorato nel mondo editoriale». Fino a undici anni fa, infatti, Steve Dawson era sels director per la Cambridge University Press, il reparto editoriale dell'Università di Cambrisge. «Poi ad un certo punto, avevo già una certa età, avevo sempre avuto voglia di produrre birra, quindi – raccnta - mi sono detto: devo fare adesso. Ho mollato tutto e mi sono dedicato alla birra.. Quando abbiamo aperto nel 2006, c'erano 8 birrifici in Emilia Romagna, adesso mi dicono che sono 150 nella regione, mentre in Italia siamo ben oltre i mille, quindi è diventata una specie di moda. molti sono piccolissimi. Quando abbiamo iniziato noi, la birra artigianale in Italia incideva molto meno del 2 per cento del consuo di birra nazionale, quindi il 98 era industriale. Attualmente incide per una percentuale molto maggiore».

Ora Steve ha 60 anni, due figli, gestisce con successo a Rocchetta di Guiglia, il birrificio White Dog, iricavato all'interno di quello che era un caseificio. «Per la crisi del Parmigiano Reggiano, il caseificio è stato chiuso – dice - quindi le lavorazioni sono state trasferite all'interno di questa struttura». La società agricola White Dog produce diversi tipi di birra, dalle più chiare a quelle più scure. Complessivamente quest'anno la White Dog produrrà circa mille ettolibri, centomila litri, di birra, in aumento rispetto allo scorso anno. La metà della birra White Dog viene commercializzata in bottiglia e la metà in fusti. «Inzialmente facevo solo le birre che conoscevo, le tipologie inglesi, quindi tipo stout, birra scura, birra rossa. Poi nel tempo ho sperimentato e fatto altre cose, anche birre di inspirazione belga o tedesca e sono arrivate le birre chiare. Ma sono continuamente alla ricerca di nuovi prodotti e continuo a sperimentare. Ho infatti prodotto in esclusiva per Terraquilia una birra con una piccola percentuale, solo il 5%, di mostro di Lambrusco. È questa una birra molto leggera. Il mosto si sente appena».
 

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