Gazzetta di Modena

Modena

Inaugurato “aMoDo” Aiuterà a domicilio i non autosufficienti

di Luca Gardinale
Inaugurato “aMoDo” Aiuterà a domicilio i non autosufficienti

Aperto il nuovo servizio di assistenza con sede in via Viterbo Badanti in regola e “a tempo” selezionate tramite il Comune

3 MINUTI DI LETTURA





Da una parte c’è l’efficienza del privato, dall’altra la garanzia del pubblico, che mantiene il ruolo di coordinatore. Al centro ci sono le famiglie modenesi che hanno bisogno di un crescente servizio di assistenza a domicilio. E la novità è che non si tratta di un servizio limitato a determinate fasce di reddito, ma di un progetto nato per tutti i cittadini, a seconda delle necessità dal punto di vista socio-assistenziale.

Si tratta di “aMoDo”, ovvero “assistenza Modena a domicilio”, il nuovo servizio di assistenza familiare per la non autosufficienza messo a punto dal Comune di Modena. A presentarlo, ieri mattina nella sede del Polo sociale 3 di via Viterbo, sono stati la vicepresidente della Regione Elisabetta Gualmini e l’assessore comunale al Welfare Giuliana Urbelli. Un progetto finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e nato con l’obiettivo di estendere l’accesso a una serie di prestazioni domiciliari, sostenendo anche economicamente utenti e famiglie, e rafforzare il ruolo del pubblico nella fase di ricerca, selezione e gestione dell’assistente familiare (la cosiddetta “badante”) con un’azione di intermediazione, favorendo la regolarizzazione delle assistenti e la qualificazione del lavoro.

«In via Viterbo - conferma l’assessore Urbelli - i cittadini troveranno uno sportello “fisico” per offrire consulenza e servizi su tutti i temi che riguardano l’assistenza domiciliare. Accanto ai servizi che il Comune mette in campo - incalza la titolare delle Politiche sociali - intendiamo giocare un ruolo come settore pubblico nel rispondere al bisogno di assistenza qualificata che proviene da numerose famiglie con l’obiettivo di semplificare il lavoro di cura, in cui spesso, e sovente all’improvviso, i nuclei si trovano “soli”. L’incontro tra domanda e offerta nella scelta della ‘badante’ rappresenta infatti una delle fasi salienti del successo della relazione, sia in termini di appropriatezza che di velocità. Al tempo stesso, vorremmo contribuire a ordinare un mercato del lavoro che ha contorni non sempre nitidi». Soddisfatta anche la vicepresidente Gualmini, che parla di «risposta innovativa, che consente al Comune di Modena di mantenere il ruolo di regia pubblica».

Ma come funziona dunque il servizio? In sostanza, la persona che ha bisogno di un’assistente familiare o un suo familiare può recarsi allo Sportello “AMoDo” o telefonare al numero verde 800 493797 (oppure al numero 059 2034281). Presso lo sportello si ricevono consulenza e informazioni sull’intera gamma dei servizi domiciliari per la non autosufficienza, mentre si può attivare il nuovo servizio per individuare e assumere in maniera trasparente l’assistente familiare adatto al contesto e alla persona che deve essere assistita. Il servizio, promosso dal Comune e realizzato attraverso il Consorzio di Solidarietà Sociale di Modena, è rivolto a chi si trova in condizione di non autosufficienza permanente, come nel caso degli anziani, o temporanea, come nel caso di persone in dimissione protetta o con lunghe convalescenze post-operatorie.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google