Needo, l’asilo nido mobile nell’élite delle start up
Formigine. L’idea di Vanessa Boccia: una scuola a noleggio dentro ai container Battuti oltre 300 progetti, è in finale nel concorso #Natiper. In palio 50mila euro
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FORMIGINE. L’Emilia da sempre è all’avanguardia nel campo della scuola dell’infanzia. E ancora una volta dall’Emilia arriva un’idea innovativa, la start up “Needo” progettata da Vanessa Boccia, interior designer originaria di Formigine. Un gioco di parole tra asilo nido e il verbo “bisogno” in inglese. Si tratta di un vero e proprio asilo in grado di essere installato laddove ve ne sia il bisogno. Un asilo mobile e on-demand in grado di soddisfare i bisogni di comunità e genitori. Ma si sa, le idee, seppur buone e funzionali alle esigenze delle persone, per essere messe in pratica necessitano di fondi, obiettivo non sempre facile da raggiungere quando ci si deve muovere in una vera e propria giungla di start up, “assetate” di quel primo denaro utile a mettersi in movimento. Basti pensare che al concorso #Natiper, promosso dalle assicurazioni Axa Italia, si sono presentati 315 progetti. In palio ci sono 50mila euro e dopo una prima scrematura ne sono rimasti solo 8, tra cui Needo.
Il progetto vincitore sarà deciso tramite il voto del pubblico e una giuria tecnica. Votare è semplicissimo. Si può fare sul sito dedicato (www.natiper.it) consultando le 8 video storie di presentazione di ciascun progetto. È possibile votare una volta sola al giorno fino all’8 ottobre. Poi la somma dei voti, più quelli della giuria tecnica, decreteranno il vincitore del premio di 50mila euro che potrà essere riscattato in tre opzioni: o formazione (possibilità di seguire corsi o accedere a borse di studio) o strumenti e attrezzature oppure la possibilità di dividere il totale del premio nelle due opzioni precedenti.
Ma che cos’è Needo e come funziona? È realizzato con container modulari (come quelli marittimi), dotato di personale qualificato e di programmi pedagogici. Può spostarsi dove nasce un’esigenza, ma in particolare ha come punto di riferimento le aziende che potranno aderire al servizio per il tempo che ritengono necessario, andando a soddisfare il bisogno dei propri dipendenti. L’offerta è rivolta anche alle amministrazioni comunali che hanno bisogno di ampliare la loro offerta per fare fronte ad esigenze temporanee con uno spazio creativo a supporto di asili nido esistenti. Anche le organizzazioni non-profit potranno usufruire di questo servizio. Needo vuole anche essere un aiuto concreto per le donne che rientrano dalla maternità offrendo loro un luogo sicuro e confortevole per i propri figli.
Needo si basa sull’utilizzo di container marittimi, ripensati in modo creativo perché, oltre alla facilità di trasporto, sono ecosostenibili, antisismici, modulari ed altamente personalizzabili. Il team di Needo utilizzerà il premio proprio per poter realizzare i suoi container «che non saranno - racconta Vanessa Boccia - un simbolo di precarietà, bensì un ambiente confortevole, non troppo grande, con numeri giusti, molto colorato, perfettamente coibentato, all’esterno personalizzabile per ogni azienda».
Ma ottenere il successo non sarà facile, perchè la concorrenza, tutta italiana, è variegata e agguerrita. C’è ad esempio, nel campo salute e benessere, Abzero-X, un drone capace di muoversi in situazioni di emergenza e trasportare sangue, emoderivati e medicinali in una zona di 40 chilometri. Mentre nello stesso ambito di Needo, ovvero cultura ed educazione, ha raggiunto la finale il “Kit dell’empatia”: un gioco di ruolo con cui disegnare, raccontare e descrivere le storie di persone con vissuti significativi. La sfida è aperta. (gib)
Il progetto vincitore sarà deciso tramite il voto del pubblico e una giuria tecnica. Votare è semplicissimo. Si può fare sul sito dedicato (www.natiper.it) consultando le 8 video storie di presentazione di ciascun progetto. È possibile votare una volta sola al giorno fino all’8 ottobre. Poi la somma dei voti, più quelli della giuria tecnica, decreteranno il vincitore del premio di 50mila euro che potrà essere riscattato in tre opzioni: o formazione (possibilità di seguire corsi o accedere a borse di studio) o strumenti e attrezzature oppure la possibilità di dividere il totale del premio nelle due opzioni precedenti.
Ma che cos’è Needo e come funziona? È realizzato con container modulari (come quelli marittimi), dotato di personale qualificato e di programmi pedagogici. Può spostarsi dove nasce un’esigenza, ma in particolare ha come punto di riferimento le aziende che potranno aderire al servizio per il tempo che ritengono necessario, andando a soddisfare il bisogno dei propri dipendenti. L’offerta è rivolta anche alle amministrazioni comunali che hanno bisogno di ampliare la loro offerta per fare fronte ad esigenze temporanee con uno spazio creativo a supporto di asili nido esistenti. Anche le organizzazioni non-profit potranno usufruire di questo servizio. Needo vuole anche essere un aiuto concreto per le donne che rientrano dalla maternità offrendo loro un luogo sicuro e confortevole per i propri figli.
Needo si basa sull’utilizzo di container marittimi, ripensati in modo creativo perché, oltre alla facilità di trasporto, sono ecosostenibili, antisismici, modulari ed altamente personalizzabili. Il team di Needo utilizzerà il premio proprio per poter realizzare i suoi container «che non saranno - racconta Vanessa Boccia - un simbolo di precarietà, bensì un ambiente confortevole, non troppo grande, con numeri giusti, molto colorato, perfettamente coibentato, all’esterno personalizzabile per ogni azienda».
Ma ottenere il successo non sarà facile, perchè la concorrenza, tutta italiana, è variegata e agguerrita. C’è ad esempio, nel campo salute e benessere, Abzero-X, un drone capace di muoversi in situazioni di emergenza e trasportare sangue, emoderivati e medicinali in una zona di 40 chilometri. Mentre nello stesso ambito di Needo, ovvero cultura ed educazione, ha raggiunto la finale il “Kit dell’empatia”: un gioco di ruolo con cui disegnare, raccontare e descrivere le storie di persone con vissuti significativi. La sfida è aperta. (gib)
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