AUTISTI DI NUOVO IN LOTTA
Seta, si ricomincia: è stato di agitazione
Dalle condizioni di lavoro insostenibili ai turni dei nuovi assunti, dal mancato rispetto del contratto di lavoro all’assenza di relazioni sindacali. Le questioni sul tavolo, insomma, sono tante, ma...
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Dalle condizioni di lavoro insostenibili ai turni dei nuovi assunti, dal mancato rispetto del contratto di lavoro all’assenza di relazioni sindacali. Le questioni sul tavolo, insomma, sono tante, ma il risultato è uno solo: la proclamazione dello stato di agitazione di tutto il personale, a Modena come a Reggio e a Piacenza, - e non è escluso - una serie di giornate di sciopero nelle tre province, a meno che non si arrivi ad una (al momento improbabile) mediazione nei prossimi giorni. Al centro c’è ancora il trasporto pubblico, perché dopo gli scioperi dei mesi scorsi i rapporti tra Seta e il personale non sembrano essere migliorati. E così, ieri dalle segreterie regionali dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl è partita la notifica della proclamazione dello stato di agitazione, con la conseguente attivazione della fase dedicata alle procedure di “raffreddamento” prima di arrivare agli scioperi veri e propri. Diverse le questioni sollevate dai sindacati nella comunicazione inviata alla direzione dell’azienda e ai prefetti delle tre città coinvolte, lamentando «l’applicazione unilaterale e il non rispetto del contratto nazionale Autoferrotranvieri», una serie di problemi relativi alla rotazione dei turni dei nuovi assunti, la «mancata applicazione degli accordi esistenti nei bacini di Modena, Reggio e Piacenza e la mancanza di relazioni sindacali conformi ai protocolli d’intesa sottoscritti per la costituzione di Seta spa». Secondo le sigle del settore trasporti, inoltre, non c’è stato «alcun riscontro alla lettera di richiesta urgente inviata il 21 giugno per poter affrontare in modo specifico le problematiche relative al territorio di Modena», e nemmeno «al documento di bozza di accordo di armonizzazione elaborato dalle organizzazioni sindacali e inviato all’azienda il 29 giugno». I problemi, insomma, sono gli stessi dell’anno scorso, come conferma Giuseppe Rendace, segretario della Faisa-Cisal per la provincia di Modena: «In realtà la situazione è addirittura peggiorata - spiega - a partire dalle condizioni di lavoro del personale, che restano insostenibili». E se nei mesi scorsi il presidente Bulgarelli aveva invitato i sindacati a non innalzare muri per consentire il dialogo, il segretario della Faisa ricorda che «noi i muri non li vorremmo, ma se dopo una serie di scioperi l’azienda non si degna nemmeno di convocarci per tentare di affrontare i problemi, il dialogo sembra molto difficile…». Da parte dei sindacati, comunque, c’è la volontà di utilizzare la finestra di mediazione per evitare i nuovi scioperi: «Fare sciopero non è mai una cosa bella - conclude Rendace - perché a pagare sono prima di tutto gli utenti del servizio. Purtroppo, però, il comportamento dell’azienda ha reso inevitabile l’apertura dello stato di agitazione». (l.g.)
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