Anziana non morì per una piaga: assolti 16 medici e infermieri
di Carlo Gregori
Colpa medica non provata per il personale che ebbe in cura la 77enne ricoverata dopo ictus e morta alcuni giorni dopo
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Tutti assolti. Cinque medici e undici infermieri del l’Unità di Medina Metabolica di Baggiovara, tutti difesi dall’avvocato Alessandro Sivelli, sono risultati estranei dall’accusa di aver provocato la morte di una paziente 77enne trascurando una piaga di decubito formatasi, secondo loro, mentre era ricoverata dopo un ictus. Lo ha deciso ieri mattina il giudice al termine del processo con rito abbreviato voluto dai parenti della pensionata, costituitisi parte civile.
Il caso, piuttosto complesso, risale all’estate del 2013. La 77enne deceduta, una modenese “ospite” di una casa protetta di Castelfranco, era stata ricoverata d’urgenza 12 agosto di quell’anno in seguito a un ictus. Era stata portata all’ospedale di Baggiovara. Dopo il trattamento, era stata ricoverata e curata. Il 19 agosto era stata dimessa e quindi riportata ala casa protetta dalla quale proveniva. Ma il 23 agosto ha avuto un peggioramento tale che le sue condizioni sono parse critiche. Portata questa volta al pronto soccorso del Policlinico, è entrata in condizioni ormai disperate e poche ore dopo, il 24 agosto, è morta.
Dalla cartella medica risulta che è deceduta in conseguenza a uno shock settico: ha perso la vita per una vasta infezione interna. I familiari non hanno accettato le spiegazioni dei medici e si sono rivolti a due avvocati per avviare le pratiche per un esposto. Le indagini, seguite dal pm Enrico Stefani, si sono concluse evidenziando nella richiesta di rinvio a giudizio che la 77enne era effettivamente morta per una colpa medica dovuta a imperizia imprudenza e negligenza dei medici e del personale che lavorava con loro alla Medicina Metabolica, presso l’Unità di Medicina Intera. Insomma, un’intera equipe era accusata di essere stata incapace di notare una piaga da decubito, di segnalarla e quindi di curarla, riconsegnando la paziente alla sua struttura in condizioni tali che avrebbero portato a misure ormai tardive e quindi alla sua morte.
La difesa è invece riuscita a dimostrare che sui documenti di dimissioni della paziente dall’Ospedale di Baggiovara non era stata segnalata alcuna piaga da decubito. Anzi, di piaghe da decubito non c’è alcuna traccia nella documentazione medica fino alla fine: solo al memento del ricovero finale viene rilevata.
L’infezione, secondo quanto ricostruito dall’avvocato Sivelli, era invece riconducibile a un’altra causa: al catetere installato all’anziana al momento del suo ricollocamento nel letto della struttura protetta. Il catetere avrebbe provocato l’infezione iniziale diventata poi sula scepsi micidiale. Il giudice ha ritenuto fondata la ricostruzione della difesa e non provata l’accusa. Per questo ha disposto l’assoluzione per tutti e sedici gli imputati.
Il caso, piuttosto complesso, risale all’estate del 2013. La 77enne deceduta, una modenese “ospite” di una casa protetta di Castelfranco, era stata ricoverata d’urgenza 12 agosto di quell’anno in seguito a un ictus. Era stata portata all’ospedale di Baggiovara. Dopo il trattamento, era stata ricoverata e curata. Il 19 agosto era stata dimessa e quindi riportata ala casa protetta dalla quale proveniva. Ma il 23 agosto ha avuto un peggioramento tale che le sue condizioni sono parse critiche. Portata questa volta al pronto soccorso del Policlinico, è entrata in condizioni ormai disperate e poche ore dopo, il 24 agosto, è morta.
Dalla cartella medica risulta che è deceduta in conseguenza a uno shock settico: ha perso la vita per una vasta infezione interna. I familiari non hanno accettato le spiegazioni dei medici e si sono rivolti a due avvocati per avviare le pratiche per un esposto. Le indagini, seguite dal pm Enrico Stefani, si sono concluse evidenziando nella richiesta di rinvio a giudizio che la 77enne era effettivamente morta per una colpa medica dovuta a imperizia imprudenza e negligenza dei medici e del personale che lavorava con loro alla Medicina Metabolica, presso l’Unità di Medicina Intera. Insomma, un’intera equipe era accusata di essere stata incapace di notare una piaga da decubito, di segnalarla e quindi di curarla, riconsegnando la paziente alla sua struttura in condizioni tali che avrebbero portato a misure ormai tardive e quindi alla sua morte.
La difesa è invece riuscita a dimostrare che sui documenti di dimissioni della paziente dall’Ospedale di Baggiovara non era stata segnalata alcuna piaga da decubito. Anzi, di piaghe da decubito non c’è alcuna traccia nella documentazione medica fino alla fine: solo al memento del ricovero finale viene rilevata.
L’infezione, secondo quanto ricostruito dall’avvocato Sivelli, era invece riconducibile a un’altra causa: al catetere installato all’anziana al momento del suo ricollocamento nel letto della struttura protetta. Il catetere avrebbe provocato l’infezione iniziale diventata poi sula scepsi micidiale. Il giudice ha ritenuto fondata la ricostruzione della difesa e non provata l’accusa. Per questo ha disposto l’assoluzione per tutti e sedici gli imputati.
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