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Banconota Jane

di CRISTIANA MINELLI
Banconota Jane

“Nessun incanto è pari alla tenerezza del cuore“(Jane Austen, “Emma”). E chissà se è alla magia di queste parole che penseremo quando spenderemo la nuova banconota da dieci sterline che la Banca d’Ing...

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“Nessun incanto è pari alla tenerezza del cuore“(Jane Austen, “Emma”). E chissà se è alla magia di queste parole che penseremo quando spenderemo la nuova banconota da dieci sterline che la Banca d’Inghilterra ha dedicato alla celebre scrittrice inglese. Orgoglio e Pregiudizio ma anche Ragione e Sentimento sulla cartamoneta che avrà corso legale a partire dal 14 settembre e che porterà sul fronte l’effigie della Austen, “l’artista più perfetta tra le donne” secondo Virginia Woolf. Dopo aver dedicato all’universo femminile buona parte della sua produzione letteraria sarà l’unica donna a comparire ritratta su una banconota, dopo la regina. Una conquista che, di certo, non ha avuto alcun bisogno delle quote rosa. Con la frase riportata in calce al biglietto, “Dichiaro che nulla dà più piacere della lettura”, la scrittrice sembra prendersi gioco dell’egoismo dei ricchi e dell’avidità dei nobili come faceva nei suoi scritti. Banconota Jane sparerà più colpi della colt di Calamity portando un messaggio subliminale su lettura e scrittura nelle tasche di milioni di non lettori, conquistando, forse, il cuore di qualcuno. Siamo così impegnati a cercare il portafoglio per comprare qualunque oggetto di consumo a patto che non sia un libro, che l’editoria conosce una crisi che, per la sua drammaticità, alla Austen potrebbe ricordare le guerre napoleoniche che aveva scelto di accennare solo sullo sfondo. Una débacle che non è un disastro solo commerciale, ma che ci riguarda, con impressionante urgenza, tutti, da vicino. Tra Sette e Ottocento il principe degli intrattenimenti era il dialogo, la regina dei divertimenti il ballo, l’unica vera occasione di evasione sociale riservata a quel démi monde inguainato in guanti e cuffietta cui non era consentito muoversi in libertà altrimenti. Al centro di tutto la conversazione, perno dell’opera austeniana, con quella punta di ironia che in molti le invidiano ancora. E noi, che non conversiamo quasi più, almeno de visu, potremmo davvero cogliere l’occasione per spendere dieci sterline e leggerla di nuovo, ritrovando Elizabeth o Mister Darcy fra un WhatsApp e l’altro senza cedere, per una volta, allo shopping selvaggio, sia off che online.

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