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Carpi, Mirco Arletti, ex presidente Aimag: «Hera il partner forte per la multiutility»

di Serena Arbizzi
Carpi, Mirco Arletti, ex presidente Aimag: «Hera il partner forte per la multiutility»

Referendum di domenica. Presentata ufficialmente la posizione del del Comitato per il No

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CARPI. «Aimag ha bisogno di un partner industriale finanziariamente forte per affrontare le sfide del futuro: per me quel partner è Hera». Lo dice senza girarci intorno, Mirco Arletti, già presidente di Aimag e componente del Comitato per il No al referendum di domenica prossima, nel quale i carpigiani verranno chiamati a esprimersi sul futuro della multiutility.

Nel corso di una conferenza che si è tenuta ieri mattina davanti al Municipio Rossano Bellelli, coordinatore del comitato “Meglio un No”, insieme alla consigliera comunale Mariella Lugli, all’ex presidente di Aimag Arletti, a Sara Scarpellini e Fabio Guaitoli hanno illustrato le ragioni per cui barrare No. «Ho sempre sostenuto che Aimag fosse in salute e si sia rafforzata, ma ha una dimensione piccola per sostenere gare che saranno a livello europeo»,” ha proseguito Arletti.

Il partner per sostenerle potrebbe essere la mantovana Tea invece di Hera, una delle ipotesi sul piatto?

«Potrebbe, ma quando si fanno gare le migliori chances di vincere si hanno con il più forte» ha continuato l’ex numero uno della multiutility, il quale ha spiegato insieme alla consigliera Lugli, che, di certo, «la consultazione di domenica ha un valore politico se la risposta degli elettori sarà massiccia. A seconda di quello che sarà l’esito, poi, il sindaco potrebbe essere chiamato a esprimersi diversamente dal patto di sindacato che, per statuto, si deve esprimere in modo unanime – hanno proseguito gli esponenti del No – E se si sfila dalla maggioranza sarebbe costretto a pagare una penale del 5% del valore della partecipazione del Comune: una sanzione di circa un milione e 700mila euro».

La consigliera Lugli ha poi enfatizzato il suo No «perché non bisogna bloccare un percorso iniziato due anni fa in dirittura di arrivo. Quest’ultimo, invece, è proprio uno dei limiti del referendum dal quesito mal posto. Referendum che mette in difficoltà il sindaco: si chiede a uno dei 21 componenti del patto di sindacato di mettersi contro gli altri 20…». Sul fatto che bisogni andare a votare, anche per il Comitato per il No, pare non ci siano dubbi. Tutti i componenti presenti in conferenza hanno intenzione di andare alle urne per sostenere il no.


 

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