Gazzetta di Modena

Modena

Caselli va all’attacco «Poca sicurezza, la città va presidiata»

di Andrea Gilioli
Caselli va all’attacco «Poca sicurezza, la città va presidiata»

L’ex sindaco e il sit-in di sabato del centro-destra  «Più pattuglie in strada. Le telecamere? Bene, se accese»

4 MINUTI DI LETTURA





Mancano pochi giorni al sit-in sulla sicurezza indetto, poche ore dopo l'omicidio di via Radici in Piano e la violenza sessuale sul Gigetto, dalla destra sassolese, ed in particolare dalle tre sigle che in città rappresentano la maggior parte degli elettori di centro-destra: Forza Italia, la civica dell'ex sindaco Luca Caselli “Sassolesi” e la Lega Nord, non rappresentata in consiglio ma forte di ottimi risultati tra la gente. L'appuntamento è per sabato mattina, dalle 10, davanti al Municipio, perchè il centro-destra vuole chiedere alla giunta Pistoni «una svolta, un colpo di reni sulla gestione dell'ordine pubblico e della sicurezza in città». Alla vigilia della protesta è proprio Caselli, l'ex sindaco, che di ordine e sicurezza ha fatto il leit motiv del suo mandato, dal 2009 al 2014, della campagna elettorale e dell'attività in opposizione negli ultimi anni, a tracciare un quadro sulle ragioni del sit-in e sulle problematiche della città in merito.

Quali sono le ragioni di questa manifestazione?

«Sarà un sit-in pacifico perchè il vaso è davvero colmo. La città non ne può più di vivere nell'insicurezza e nella paura. Alcune settimane fa c'è stato l'omicidio in via Radici per ragioni legate allo spaccio, ma alle spalle di questo episodio gravissimo ci sono anni di territorio non presidiato, anni di furti a tutte le ore e ovunque, anche negli esercizi commerciali. Crediamo che Sassuolo meriti davvero di più, come diceva paradossalmente lo slogan di Pistoni in campagna elettorale».

Secondo lei la città, sulla sicurezza, sta facendo passi indietro?

«Purtroppo sì e crediamo che non si possa tornare indietro. Ci ricordiamo gli anni bui con zone della città letteralmente off-limits. Oggi la zona che ha ereditato quei problemi è quella delle stazioni, ma serve una svolta vera in tutto il territorio. Serve un maggior presidio anche delle abitazioni private e dei negozi, perché non è pensabile che in città si continuino ad avere furti in pieno giorno e con tale frequenza».

Lei ha governato per 5 anni mettendo al primo posto la sicurezza. Cosa dovrebbe fare questa giunta per sradicare la criminalità?

«Bisogna innanzitutto rafforzare il pattugliamento del territorio, questo è il primo e fondamentale passo da compiere. Per dare una svolta e combattere la criminalità si deve partire dalle piccole cose: non è pensabile che il centro cittadino sia popolato da accattoni di ogni risma. Io non ce l'ho con loro, perché probabilmente sono dei disperati e non fanno male a nessuno, ma è da lì che parte il degrado. Dove c'è il questuante dopo arriva anche il criminale un po' più organizzato, perché vede che non c'è controllo e si sente tranquillo. Serve un controllo mirato con l'uso della polizia municipale, specie nei giorni di mercato ma non solo. Si deve far vedere alla criminalità che la città è sorvegliata e controllata ad ogni ora, ovviamente anche estendendo e aumentando i pattugliamenti notturni. Altro passo da compiere quello sull'illuminazione: è assurdo che nonostante il nuovi impianti a led ci siano ampie zone della città nel buio totale nelle prime ore della giornata«.

Il sindaco Pistoni, per controllare la città, ha però installato nuove telecamere, cosa sta sbagliando?

«Il sindaco per prima cosa dovrebbe dare la delega alla sicurezza ad un assessore ad hoc, che se ne occupi a tempo pieno, come avevo fatto io con il vicesindaco Francesco Menani. Serve una persona che stia sul territorio, che si faccia vedere e che segnali le cose che accadono. Le telecamere vanno benissimo, ma vanno usate. Non serve a nulla dire che ci sono, se poi non si possono usare o non servono a controllare il territorio e a prevenire il radicarsi del degrado. Le telecamere sono utili se ci sono persone che si occupano davvero di controllare la città. Poi, ovvio, il problema non è solo comunale: mancano leggi che puniscano adeguatamente chi ruba e andrebbero fatte più indagini su questo tipo di reati. È assurdo che bande di ladri rubino da anni a Sassuolo e non vi sia qualche pista per sgominarle davvero».

Il sit-in Forza Italia, Lega e Sassolesi è una prova generale per le future amministrative? “No, ma è ovvio che queste tre forze politiche, che in città rappresentano lo zoccolo duro del centrodestra, probabilmente giocheranno insieme alle prossime comunali. Ma il centrodestra è un cantiere aperto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google