«Era arrivato in Italia da 6 mesi Viveva col fratello a Solignano»
CASTELNUOVO. La storia di Ayoub rispecchia quella di tanti altri adolescenti come lui arrivati in Italia dal Marocco abbracciando il sogno di potersi costruire una vita migliore per se stesso e per...
CASTELNUOVO. La storia di Ayoub rispecchia quella di tanti altri adolescenti come lui arrivati in Italia dal Marocco abbracciando il sogno di potersi costruire una vita migliore per se stesso e per la propria futura famiglia. E probabilmente anche la voglia di emulare quel fratello, Kamal, che in Italia era riuscito a trovare un lavoro e che per lui, ancora così giovane, sarebbe stato un punto di appoggio e di partenza.
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«Ayoub era partito dal Marocco tempo fa - raccontano gli amici -, passando dalla Libia ed approdando in Sardegna sei mesi fa. Da qui aveva raggiunto il fratello». Quest’ultimo, 26enne e ben integrato nella comunità, vive a Solignano e nella frazione di Castelvetro lavora anche. È operaio presso la ditta Suincom di strada Comunale del Cristo.
Mentre si svolgono le operazioni di recupero della salma, al parco Rio dei Gamberi arrivano altri amici e conoscenti che attendono, sperando fino all’ultimo che quel corpo non sia di Ayoub. Alcuni sono con il fratello, all’interno della zona delimitata per confortarlo, altri più rispettosamente attendono fuori. «Ayoub non aveva ancora trovato lavoro - racconta uno di questi - e avrebbe voluto frequentare una scuola o un corso professionale di meccanica per poi entrare nel mondo del lavoro».
La strada sarebbe stata lunga, ma il 16enne, con l’aiuto del fratello, si era già attivato per presentare tutta la documentazione necessaria per la permanenza in Italia. «Amava venire in questo parco - prosegue un altro amico - specie nell’ultimo periodo veniva spesso. Se si facesse il bagno nel laghetto? Questo non lo so, ma non posso escluderlo».
Terminate tutte le operazioni di recupero e burocratiche in loco, il fratello si allontana dal lago e saluta tutti gli amici presenti. Preferisce non parlare con la stampa: «È morto, lasciamolo in pace», si limita a dire. Poi se ne va in silenzio seguito dagli amici per recarsi nella vicina stazione dei carabinieri ad espletare le ultime formalità. Ora dovrà occuparsi anche delle esequie e con ogni probabilità il corpo di Ayoub farà ritorno in Marocco, dove ad attenderlo ci sono i genitori. (gib)
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