Confindustria. Boccia sulla fusione: «Un capolavoro di Vacchi»
Il presidente nazionale nell'assemblea generale elogia gli accordi fra Bologna, Modena e Ferrara. I progetti per sostenibilità e formazione, l’appello ai politici
BOLOGNA. La prima storica assemblea di Confindustria Emilia, sorta dalla fusione di Bologna con Modena e Ferrara, ha avuto ieri un protagonista assoluto nel presidente Alberto Vacchi anche se per qualche istante ha tentato di sottrargli il ruolo il robot umanoide Pepper, lanciato da Intesa Sanpaolo e nuovo portento dell’alta tecnologia che è salito sul palco di Bologna Fiera per dialogare con il giornalista Spetia, conduttore della giornata, e presentare gli ospiti.
L’assemblea ha trovato spazio nell’ambito della prima giornata di “Farete 2017”, rassegna di incontri per imprese che si completerà oggi. Primattore Alberto Vacchi non solo per la relazione di programma con cui ha presentato progetti e obiettivi di Confindustria Emilia ma anche per “l’imprimatur” elargito dal presidente nazionale Vincenzo Boccia, che ha definito la fusione e la neonata associazione «un piccolo capolavoro di Alberto Vacchi», invitando la vastissima platea a tributare un applauso all’imprenditore bolognese che gli aveva conteso la presidenza nazionale soccombendo per pochi voti: un esito che, si disse allora, avrebbe determinato tensioni fra i due, al punto che Boccia lo scorso anno non aveva partecipato all’assemblea di Unindustria Bologna. Ieri Boccia ha invece colto l’occasione per elogiare il collega bolognese e l’Emilia: «Questa è una grande regione - ha detto - che sta dando al Paese un modello che dobbiamo fare nostro sia a livello confindustriale che economico».
Il momento centrale dell’incontro era logicamente la relazione del presidente Vacchi, che ha letto il suo intervento davanti a circa tremila imprenditori e alle autorità presenti in prima fila, fra cui il governatore regionale Bonaccini, i ministri Poletti e Galletti e, per restare in ambito modenese, Pietro Ferrari, Valter Caiumi, Luigi Odorici di Bper Banca, Leonello Guidetti della banca Sanfelice 1893.
Vacchi nella relazione non si è sottratto all’impegno di addentrarsi nei temi più insidiosi, dal conflitto fra tecnologia sempre più sofisticata e occupazione ai rapporti con i sindacati, dalle scelte della Ue alle carenze dei politici italiani.
«Noi siamo consapevoli che potremmo fare un grande salto - ha detto Vacchi - ma le istituzioni e la politica dovranno fare un grande sforzo di responsabilità, ad esempio evitando che il Paese si blocchi in occasione delle elezioni. Non perderemo tempo in sterili battaglie ideologiche, saremo collaborativi con le istituzioni ma saremo impegnati per evitare che i mercati siano invasi da prodotti incuranti delle logiche di sostenibilità. Ce lo impongono le norme ma anche il nostro senso di responsabilità verso la società. Il futuro sarà delle aziende che riusciranno a prendersi cura di sè, dei propri clienti, ma al contempo sempre più della collettività. La stessa economia premia chi opera con logiche sostenibili, come dimostra la reazione preoccupata delle aziende americane alle posizioni del presidente Trump».
Il presidente ha poi annunciato l'invito a breve dei rettori degli atenei emiliani, dei sindaci e dei sindacati ad affrontare assieme il tema della formazione. «È necessario rilanciare la cultura tecnica - ha aggiunto - forse recuperando qualche modalità del passato rivista, penso agli istituti tecnici industriali. Per noi conta avere persone qualificate e formate con programmi e contenuti nuovi. Con l'occupazione giovanile che non cresce e la migrazione dei laureati italiani all'estero, dobbiamo prendere l'iniziativa». E ancora: «Siamo in una società in cui gli anziani abbienti sono arroccati sui loro patrimoni mentre i giovani vengono spinti alla marginalità. La debolezza di questa situazione porterà la popolazione del made in Italy all'estinzione. Senza ricambi generazionali come cambiare le cose? Forse dobbiamo cambiare atteggiamento verso l'immigrazione? Certo, per le imprese senza giovani sarà impossibile crescere». Dopo la relazione di Vacchi si sono succeduti sul palco gli ospiti Kerry Kennedy, presidente del Robert Kennedy Center for Justice and Human Right, Rodolfo Fracassi, Ad MainStreet Partners, poi l’economista Noreena Hertz: interventi in linea con i progetti di Confindustria Emilia su responsabilità sociale d’impresa e tutela dell’ambiente. Poi la chiusura di Vincenzo Boccia.
All’apertura ufficiale di “Farete” il presidente Vacchi ha quindi annunciato il lancio di “Emilia 4.0. First wave tour”: «un programma sviluppato da Dpixel con la partecipazione di Barcamper Ventures, che ha l'obiettivo di trovare studenti, startup e aziende innovative nel campo della nuova manifattura digitale e dell'industria 4.0 mettendole in contatto con gli imprenditori e le eccellenze produttive regionali».
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