Siulp: «Così la polizia non va»
Gestione Questura, Cpt, carcere, sicurezza: il sindacato dai parlamentari Pd
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«La nuova eventuale riapertura del Centro di permanenza temporaneo, senza una nuova ripianificazione e adeguata assegnazione di personale, inciderà in maniera catastrofica sulle attività ordinarie della Questura e sulla gestione della sicurezza della provincia di Modena». Lo scrive il sindacato di polizia Siulp, come parte di una lunga nota diffusa al termine di un incontro sulla situazione della polizia a Modena avuto con i parlamentari Stefano Vaccari e Davide Baruffi, del Pd. «È ovvio il personale non potrà essere individuato tra il personale in forza alla Questura, tenendo conto che nella nostra Questura a differenza di altre città della regione, è presente il reparto antiterrorismo Uopi, che già assorbe considerevoli risorse umane ed economiche. A nostro avviso - conclude il Siulp - sarebbe necessario, almeno per la Polizia di Stato richiedere il coinvolgimento delle unità del reparto mobile di Bologna per la vigilanza del Cpt».
I sindacalisti hanno evidenziato che «permane una situazione gestionale della Questura e del personale operante molto critica e conflittuale, che non favorisce il dialogo e la collaborazione all’interno degli Uffici di Polizia e tra le varie forze di Polizia sul territorio». E ancora il problema immigrazione: «Ciò che incide veramente sul problema sicurezza, che da veramente il senso della situazione, è il significativo numero di detenuti stranieri nel carcere di Modena. In particolare la percentuale degli stranieri, regolari ed irregolari, in stato di detenzione oscilla costantemente dal 70 al 75% sul totale dei carcerati. A oggi circa 300 su circa 450 detenuti. Ciò crea incredibili problemi di gestione degli stessi da parte del personale della Polizia Penitenziaria, per via delle diverse etnie, lingue, religioni usi e costumi». Infine: «In merito al Patto Modena Sicura, abbiamo sempre dimostrato grande scetticismo per la sua applicazione. Nelle righe di tale accordo vi sono senz’altro ottimi principi e nobili propositi, idee innovative, che di fatto però, come noi prospettavano, non sono mai stati trasformati in fatti concreti».
I sindacalisti hanno evidenziato che «permane una situazione gestionale della Questura e del personale operante molto critica e conflittuale, che non favorisce il dialogo e la collaborazione all’interno degli Uffici di Polizia e tra le varie forze di Polizia sul territorio». E ancora il problema immigrazione: «Ciò che incide veramente sul problema sicurezza, che da veramente il senso della situazione, è il significativo numero di detenuti stranieri nel carcere di Modena. In particolare la percentuale degli stranieri, regolari ed irregolari, in stato di detenzione oscilla costantemente dal 70 al 75% sul totale dei carcerati. A oggi circa 300 su circa 450 detenuti. Ciò crea incredibili problemi di gestione degli stessi da parte del personale della Polizia Penitenziaria, per via delle diverse etnie, lingue, religioni usi e costumi». Infine: «In merito al Patto Modena Sicura, abbiamo sempre dimostrato grande scetticismo per la sua applicazione. Nelle righe di tale accordo vi sono senz’altro ottimi principi e nobili propositi, idee innovative, che di fatto però, come noi prospettavano, non sono mai stati trasformati in fatti concreti».
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