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L’auditel premia lo show «Luciano indimenticabile»

di Stefano Luppi
L’auditel premia lo show «Luciano indimenticabile»

È stato il programma più visto della prima serata, Nicoletta Mantovani raggiante Il sindaco: «Una scelta vincente per tutti». Su lirica e pop pubblico sempre diviso 

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Un successo da oltre cinque milioni di persone, ad attestare che forse la formula del Pavarotti “pop” - quello capace di unire lirica e rockstar di ieri e oggi sotto l’etichetta di Pavarotti&Friends - funziona. Almeno per il pubblico di Rai1 e per l’Arena di Verona dove i presenti l’altra sera sono stati oltre 12mila. Il direttore di Rai1 Andrea Fabiano è felicissimo della serata che lungo le tre ore di show ha avuto 16 milioni di contatti unici per uno share pari al 27%. Il picco della serata più vista in tv mercoledì scorso è stato alle 23,39 con la performance di O sole mio dei due giovani musicisti “2Cellos”, violoncellisti croato-sloveno che hanno avuto successo in tutto il mondo. Bene anche sui social, con oltre 45mila contatti tra Fb e Twitter. Questi sono i numeri che caratterizzano lo show musicale, voluto dalla vedova di Big Luciano Nicoletta Mantovani tramite la Fondazione Luciano Pavarotti. Entusiasta la moglie: «Dopo dieci anni c’è ancora un grandioso effetto per Luciano, la gente non lo dimentica. Ringrazio davvero tutti». Parole molto positive anche da parte del sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli che era in prima fila in platea anche se non è salito sul palco come pareva in un primo momento. «Noi abbiamo fatto - spiega il sindaco - una scelta vincente valorizzando al massimo la città del Belcanto e la formazione dei prossimi talenti lirici. Certo Modena è stata ampiamente presente anche a Verona». Muzzarelli, ovviamente, decide di glissare sulle tensioni che hanno portato a una divisione delle iniziative nel contesto del decennale dalla morte. Anche perché le collaborazioni sono tante, proseguono da anni e in futuro si allargheranno. L’unica dispiaciuta per Modena pareva a Verona la cantante Giorgia che al pomeriggio, ai giornalisti diceva: «Veramente a Modena dove un tempo c’era il Pavarotti&Friends hanno costruito un parcheggio sotterraneo e un parco archeologico? Lo trovo scandaloso». Che il mito di Pavarotti agisca su due diversi fronti - guelfi e ghibellini che mai faranno pace tra loro - è pacifico, così come è pacifico che quest’anno in occasione del decennale Modena ha fatto bene puntando su un programma di ricordo basato sulla lirica e il belcanto. Da un lato c’è chi - come il critico della Stampa Alberto Mattioli, vorrebbe si parlasse “solo” di uno dei più grandi tenori del ‘900 supportato da un intellettuale come Paolo Isotta che “Pavarotti cantava con Karajan” - punta tutto su prestazioni memorabili nelle vesti di Rodolfo e alti grandiosi ruoli sui principali teatri del mondo. E c’è chi - appunto la Mantovani e il suo museo modenese giunto a quota 50mila visite annue - punta sull’unione di mondi. Ora, non tutti i famosi duetti di Big Luciano riuscirono bene, questo è certo, ma è anche certo che mercoledì sera la performance più applaudita è stata quella di Francesco Meli. Casualmente un cantante lirico dal grande presente e futuro. Ora si attende a Modena, per ottobre, un programma lirico appunto ben orchestrato dal pianista Leone Magiera. Mentre ci sarà probabilmente qualche problema in più per la statua del cantante realizzata e pagata dal Comune di Pietrasanta.

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