Modena, energia e grazia L’arte di Alice Roveda regina d’Oriente
Campionessa di Kung Fu, maestra, naturopata «Il nostro corpo vuole equilibrio, serve calma»
MODENA. Ci vuole calma. Non si corre. Si medita, si decide, si va dritti al punto. Ma senza fretta: «Se uno ha fretta non andiamo d’accordo».
Potete chiamarla atleta, quarta ai Mondiali di Kung Fu a Kuala Lumpur e terza agli Europei in Italia con il bastone. Ma oggi è anche insegnante, esperta di Tai Chi, propone la medicina cinese e la riflessologia plantare, è anche naturopata e ha aperto uno studio.
Aice Roveda è minuta, ha 28 anni, ma dalla sua esile corporatura sprigiona un’energia inusuale. Merito delle arti orientali che fanno parte della sua lunga giornata?
«Può darsi, ma in realtà la mia giornata è come quella di tante mie coetanee con la semplice differenza che ognuno ha i suoi momenti per ricaricare le batterie. Io ho il Tai Chi, e lo consiglio».
Partiamo dall’inizio. Quando incontra queste pratiche cinesi per la prima volta?
«Avevo quattro anni. Mia madre è romana ma per lavoro ci siamo trasferiti. Ero veramente magra ed esile, decisero di iscrivermi a Kung Fu alla polisportiva Santa Rita. E sono ancora qua...».
Nel frattempo cosa è successo?
«Ho fatto agonismo fino a 21 anni con il maestro Xu Hao, tecnico della nazionale italiana, un’autorità in Cina. In Cina sono anche stata ad allenarmi a Chengdu. Poi arrivata a 21 anni ho deciso che era tempo di smettere».
Finiti gli stimoli?
«No, anzi. Forse ne avevo troppi. Così ho iniziato ad avvicinarmi a tempo pieno anche a tutto il resto, a cominciare dal Tai Chi. E dicevo: chissà che cavolata, sarà unacosa per vecchi... E invece...».
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Invece?
«È una disciplina molto complessa, tutta dentro di noi, con i suoi aspetti spirituali e filosofici. Prima ero tutta “esterna”, voglio dire forza e acrobazie. Ora so che c’è tanto dentro di noi. Ed è fondamentale coltivarlo per vivere bene».
Lei ci riesce?
«Sono soddisfatta. Ho cominciato anche a causa di qualche piccolo problema fisico che non si risolveva. Possibile che la medicina non riesca a risolverlo? Così ho fatto di testa mia e ho iniziato a studiare sodo la medicina cinese».
E cosa ha capito?
«È interessante ed efficace perchè rispetto alle altre medicine alternative ha risvolti pratici concreti e tangibili, si vede e si sente. Pensate solo ai meridiani che attraversano il nostro corpo».
È una integralista di questa pratica?
«Al contrario. Mi piace molto parlare con chi sceglie di venire nel mio studio. Ma non è detto che tutti vogliano aprirsi da subito. La maggior parte delle persone ha problemi fisici irrisolti dovuti a traumi o ad alcune patologie. Li affrontiamo insieme e decidiamo come intervenire».
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Non nota diffidenza?
«Chi viene da me, in generale, è disposto a mettersi in gioco e a conoscere. Ma non ci vuole fretta, chi corre sbaglia. Lascio a tutti il tempo, il modo e lo spazio per affrontare questa avventura. E non c’è scritto da nessuna parte che uno debba viverla in maniera completa. Può farlo gradualmente. Certo, la maggior parte delle persone inizia perché cerca di stare meglio fisicamente».
Il suo paziente tipo?
«Chi ha forti dolori reumatici, chi è costretto a fare iniezioni di cortisone, chi vuole curare stress, ansia, reflusso, mal di testa, ciclo mestruale doloroso. Anche atleti che hanno dolori dovuti a traumi. E a seconda dei casi si interviene: la riflessologia, lo shiatsu, la coppettazione per ridurre dolore e contratture».
Che importanza dà all’alimentazione?
«Tanta. Non sono una nutrizionista. Io però per stare meglio ho eliminato i latticini e non mangio carne. Uova e pesce sì. Anche qui non sono integralista: ognuno deve trovare il suo equilibrio».
Le arti orientali che pratica sono come una religione per lei?
«No, sarebbe sbagliato. Per me significa allenare il giusto livello fisico, morale, psicologico e spirituale. Ma con pazienza, se uno ha fretta sbaglia».
Siete visti spesso come fanatici.
«Si sbagliano. Sono tecniche che esistono da millenni e si tratta di avvicinarsi a queste senza pregiudizi. Durano da secoli, non mi direte che sono infondate?».
Se ci dovesse convincere?
«Sbagliato anche questo. Bisogna essere disposti. Io faccio meditazione, ma non tutti la fanno. I miei allenamenti sono la normalità, ma ognuno ha il suo equilibrio. Agli scettici dico di guardare il mio canale Youtube: non c’è un vecchio saggio che parla da una montagna, ma ci sono io che spiego, senza astrarsi dal mondo, come secondo me si può stare meglio».
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