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Spritz Modena

di PARIDE RABITTI
Spritz Modena

L’aperitivo è un rito che può essere conviviale, rilassante, da abbinare, ma dovrebbe essere soprattutto territoriale.Negli ultimi anni questo cerimoniale ha forgiato persino il linguaggio con...

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L’aperitivo è un rito che può essere conviviale, rilassante, da abbinare, ma dovrebbe essere soprattutto territoriale.

Negli ultimi anni questo cerimoniale ha forgiato persino il linguaggio con termini anglofoni e neologismi più o meno creativi come apericena, una cena a base di stuzzichini durante l’aperitivo, oppure happy hour letteralmente “ora felice” che indica un periodo nel quale un bar offre sconti sulle bevande.

Non è inusuale sentire ordinare uno shottino o un chupito che consiste in un bicchierino di superalcolico bevuto tutto d'un fiato, quello che fino a poco tempo fa era, semplicemente, chiamato un cicchetto.

La storia alchemica degli intrugli alcolici si perde nella storia, dal conte Camillo Negroni alla Milano da bere, passando per le polibibite futuriste o bevande arlecchine italianizzazione di cocktail.

Oggi nell’aperitivo l’ingrediente magico è il binomio storico culturale tra prodotto e territorio.

Michele Armillotta barman e sommelier, anche se lui preferisce definirsi barista, del Bar Degustazione Cagliari, storica vetrina geminiana che si affaccia sulla Piazza Grande patrimonio dell’umanità, infatti, da questa vetrina, quest’estate, ha fatto capolino un simpatico cartello recante la scritta Spritz Modena.

Lo spritz è un aperitivo popolare nel triveneto e in Lombardia a base di Prosecco, bitter e acqua frizzante o seltz. Le origini sembrano giungere dai soldati austriaci che non essendo abituati all’alta gradazione dei vini veneti li stemperavano spruzzandoci seltz infatti spritzen significa spruzzare.

Un cliente padovano per trovare refrigerio dalla canicola entrò nel bar di Michele e lanciò il guanto della sfida chiedendo se fosse in grado a Modena di preparare uno spritz, così per errore, dice lui, ma non in maniera troppo convincente, mise il Lambrusco al posto del prosecco.

Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione, per citare la voce fuori campo del film “Amici miei”, così il padovano ne restò esterrefatto: il risultato era uno spritz molto gradevole fruttato e floreale.

È quindi doveroso e giusto che il Lambrusco in Emilia diventi il vino dell’aperitivo rovesciando la strana abitudine di arrenderci a Prosecco e Franciacorta.



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