Via Goldoni, i ladri di bici fanno shopping
La presenza di tre telecamere non dissuade i malviventi. Ogni giorno un furto o un danneggiamento
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È forse il tratto di strada più protetto o per lo meno più osservato di Modena: lungo, anzi, corto qualche decina di metri può vantare la presenza attiva di almeno tre telecamere: due di ultima generazione, che coprono muovendosi tutta la visuale e che sono dell’amministrazione comunale, un’altra privata, piazzata proprio nel bel mezzo della via. Eppure via Goldoni, tra il teatro comunale e lo stabile della biblioteca Delfini e dell’istituto superiore studi musicali Orazio Vecchi, è un luogo tra i più amati dai ladri. Senza esagerare si può tranquillamente affermare che ogni giorno succede qualcosa: una bicicletta che sparisce, a volte anche due, oppure una bici che subisce l’attacco e viene danneggiata oppure viene presa solo una ruota o il sellino. Insomma le rastrelliere collocate al lato del teatro e i portabici metallici tra le colonne del porticato lato conservatorio ogni giorno costituiscono il bancomat dei malviventi: vengono, prelevano e poi vendono e incassano. «È un problema noto - affermano amareggiati alla “portineria” prima del chiostro della Delfini - che dura da tempo, nonostante siano state installate anche telecamere private. I furti purtroppo colpiscono tutti i cittadini, non sono solo studenti o ragazzi ad essere derubati ma anche anziani, famiglie, coppie adulte. Spesso poi vengono qui per avere un aiuto, raccontano che la bici è sparita e chiedono cosa si possa fare. Altre volte arriva qualche ragazza di corsa che tutta trafelata dice che stanno rubando, che c’è uno con le tenaglie. Chiamiamo subito ma questi fanno sempre in tempo a filarsela. L’unica cosa che si può fare e per questo la consigliamo a tutti è sporgere una denuncia alle forze dell’ordine. Con questa almeno c’è una tracciabilità, chi interviene viene aiutato». In effetti capita durante i controlli o in seguito alle segnalazioni che qualcuno venga sorpreso mentre sta cercando di aprire una bici oppure venga notato mentre è in sella su una bici sospetta: la scusa sempre pronta del ladro è quella di affermare di essere il proprietario, di aver smarrito la chiave del lucchetto e così via. Altre volte, per maggior sicurezza, il ladro ruba la bici poi la lascia lontano e la chiude con un suo catenaccio, in modo da far sembrare tutto in regola in caso di controllo, quando più tardi torna a riprendersela. Spesso pertanto la forze dell’ordine, se non possono dimostrare il contrario, lasciano andare il fermato, non prima però di averlo identificato e di aver fotografato la bici sospetta. È fondamentale dunque denunciare il furto per avere almeno un “registro” di biciclette. In via Goldoni spesso la presenza dei ladri di biciclette è legata alla presenza di gruppetti di spacciatori-consumatori di droghe, che bazzicano lungo il porticato, facendo affari tra piazza Roma e i Giardini Ducali. Le biciclette, si sa, servono per le consegne e per gli affari con i clienti. È assai probabile che le forze dell’ordine, ora che la città si è ripopolata e nell’intera zona è ripreso sia il giro degli avventori delle strutture che quello dei furti, effettuino a breve una serie di controlli sia contro i ladri di biciclette che contro i piccoli spacciatori, per dare un po’ di tregua alla strada iperscrutata ma continuamente teatro di furti.
Stefano Totaro
Stefano Totaro
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