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Modena. «Correvamo, la scossa non finiva mai»

Modena. «Correvamo, la scossa non finiva mai»

Angela Bellei, ex deputata di Rifondazione, in Chiapas col marito Mauro Trenti: «Qui 3 morti. E presto arriverà un uragano»

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MODENA. A vivere quella che lo stesso presidente del Messico Enrique Pena Nieto ha definito “la scossa più forte e di maggior magnitudo degli ultimi cento anni” c’era anche la modenese Angela Bellei. L’ex deputata di Rifondazione comunista, zapatista convinta e legata cuore e mente al Chiapas e alla sua lotta, era appunto in Messico, proprio in Chiapas, a San Cristóbal de Las Casas, città situata tra le montagne della Sierra Madre. L’abbiamo raggiunta telefonicamente: lei, il marito e la figlia Giulia stanno bene e rassicurano tutti gli amici e i familiari.

«È stata una scossa lunga, molto, molto lunga. Io sono in un residence al primo piano e s’è percepita fortissima. Erano circa le 23: ho sentito benissimo il terremoto, una scossa che non finiva mai. Io e mio marito Mauro Trenti siamo scesi, nonostante non riuscissimo neanche a percorrerei i gradini delle scale perché ballava tutto, e abbiamo raggiunto il prato davanti. E poi è iniziato il logorio incessante della sirena. Una sirena che annunciava l’allerta scosse. Tutta notte, tutta notte con questa sirena. Stamattina alle 9.30 (ieri, ndr) ne è venuta una abbastanza forte però la sirena continua ancora a ritmo incessante, tante le scosse di assestamento».

Nella città dove si trova com’è la situazione?

«Qui a San Cristóbal ci sono stati tre morti. Sono crollate della case che stanno in periferia, che sono quelle degli indigeni, costruite con terra e sassi. Nel centro storico ci sono stati forti danni alla cattedrale, danni intensi alla chiesa di Santa Lucia e anche il municipio ha subito danni molto consistenti. I morti sono tutte persone della periferia. Adesso, però, non è finita qui. Vorrei ricordare, fra l’altro, che a giorni sta per arrivare un uragano. Insomma, una situazione al limite ormai. L’altra sera mi ha raggiunto, per motivi di sicurezza, mia figlia Giulia di 40 anni che vive qui da ormai 20 anni e lavora come guida turistica. Lei ha un appartamento in centro, io sono qui in questo residence un po’ fuori e ora siamo tutti insieme». Angela Bellei “spiega” il suo Chiapas: «Io sono venuta in Chiapas nel 1984 quando è iniziata la lotta zapatista, ho incontrato il sub comandante Marcos, ho fatto la marcia zapatista, sono molto legata a questo territorio, alle sue lotte, alla sua storia. In Chiapas io vado e vengo, ad esempio quest’anno sono stata qui da febbraio a maggio e poi sono ritornata il 3 settembre. In pratica sono appena arrivata ed è andata così. Comunque stiamo tutti bene a parte il tremore, quando sento la sirena mi viene automaticamente da tremare. Non ho notizie della presenza di altri modenesi almeno qui a S. Cristóbal. Qui nel centro storico, in città, la vita è ripresa, gli indigeni vendono la loro roba, è come se fosse già tutto passato, come se non fosse successo nulla. Purtroppo mia figlia, che è del mestiere, ha già saputo che tanti viaggi di turisti sono saltati, non solo in Chiapas ma in tutto il Messico. Stanno arrivando le cancellazioni di viaggi e questa è una brutta batosta: qui il turismo locale è importante».

Stefano Totaro
 

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