Modena, il sindaco Muzzarelli all'assessore Giacobazzi: «Tu resti qui»
di Luca Gardinale
«Non c’è incompatibilità con la presidenza degli ingegneri, e anche se hai esigenze familiari, riuscirai a fare l’assessore»
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Di buono, per Gabriele Giacobazzi, c’è che nulla è eterno, compreso il mandato amministrativo.
Perché quello che per il sindaco Muzzarelli «non è all’ordine del giorno» potrebbe invece esserlo - e di fatto lo è - per l’assessore ai Lavori pubblici, che per qualche ora è stato davvero ad un passo dall’addio alla giunta, almeno fino a quando il primo cittadino non lo ha blindato, impedendo qualsiasi possibilità di… fuga. Facendo un passo indietro, il caso è nato nelle scorse settimane, quando all’assessore è stata proposta la presidenza dell’Ordine degli Ingegneri: Giacobazzi è infatti uno dei più votati della lista che ha vinto le elezioni per il nuovo consiglio, e in tanti, nell’Ordine, lo vorrebbero come presidente. Una proposta a cui è difficile dire no, tanto che lo stesso assessore, interpellato in occasione della presentazione della nuova sede degli ingegneri, ha fatto sapere che «se me lo chiedessero, sarebbe un onore». Il problema, dunque, nasce dalla compatibilità con il suo ruolo in giunta: formalmente non ci sono impedimenti, ma è chiaro che fare entrambe le cose sarebbe poco opportuno. Ma le riflessioni dell’ingegner Giacobazzi - e la voragine che si sarebbe aperta in giunta - sono state letteralmente stoppate dal sindaco Muzzarelli, imbufalito di fronte alla possibilità di perdere l’assessore a cui tiene di più. E così, dopo un “sereno” faccia a faccia andato in scena ieri pomeriggio, è arrivata una nota che blinda (o incastra, a seconda di come la si vuol leggere…) il titolare dei Lavori pubblici. «Le dimissioni dell’assessore Giacobazzi - spiega il primo cittadino - non sono un tema all’ordine del giorno, e una sua eventuale elezione alla presidenza dell’Ordine degli Ingegneri non presenterebbe elementi di incompatibilità». Il sindaco spiega quindi di aver «incontrato Gabriele per fare il punto su alcuni progetti a cui stiamo lavorando, e abbiamo convenuto sull’opportunità che lui continui il suo impegno nell’amministrazione, arrivando a concludere gli interventi che riteniamo strategici, come per esempio il Pums, il Piano urbano per la mobilità sostenibile, che rappresenterà un contributo fondamentale alla definizione del nuovo Piano urbanistico della città. Sono certo - conclude Muzzarelli - che, nonostante alcune esigenze familiari, l’assessore Giacobazzi saprà affrontare, con l’aiuto di tutta la giunta, le sfide che ci attendono». Un messaggio molto chiaro - “tu resti qui” - con un rafforzamento del ruolo dell’assessore che va così a colmare (almeno in parte) i malumori nati almeno un paio di anni fa, tanto che non è certo la prima volta che l’ingegnere pensa di lasciare la giunta: al centro c’è soprattutto la diversa visione di città rispetto alla collega Anna Maria Vandelli, alla quale Muzzarelli ha affidato l’Urbanistica, che nella seconda parte del mandato precedente era in mano a Giacobazzi. Tornando al presente, cosa succederà ora che il sindaco ha blindato l’assessore? Caduta la possibilità delle dimissioni - che avrebbe aperto un problema enorme per il sindaco, con due possibilità che non avrebbero fatto dormire sonni troppo tranquilli a Gian Carlo: una Vandelli plenipotenziaria che assume anche le deleghe di Giacobazzi, oppure l’ingresso in giunta del nome che più ha circolato al momento del rimpasto, ovvero il segretario provinciale del Pd Lucia Bursi, che giusto tra un mese concluderà il suo mandato - ora le opzioni in campo sembrano essere sostanzialmente tre. La prima è quella di un Giacobazzi assessore e presidente dell’Ordine, perché come ha ricordato Muzzarelli le due cariche non sono incompatibili: tecnicamente sarebbe possibile, ma restano i problemi di opportunità, a maggior ragione perché la nuova presidenza arriva in un momento storico importante, con il nuovo Psc alle porte e la nuova legge urbanistica regionale. La seconda opzione - Giacobazzi resta in giunta e declina l’offerta dell’Ordine - è possibile, ma andrebbe contro la volontà dell’assessore. La terza è ad oggi la più probabile: gli ingegneri si affidano ad un presidente-traghettatore per un anno e mezzo, in attesa che il titolare dei Lavori pubblici si liberi (cosa che potrebbe comunque avvenire prima della fine del mandato). Per saperne di più, comunque, bisognerà aspettare lunedì 18 settembre, quando gli ingegneri sceglieranno il loro presidente.
Perché quello che per il sindaco Muzzarelli «non è all’ordine del giorno» potrebbe invece esserlo - e di fatto lo è - per l’assessore ai Lavori pubblici, che per qualche ora è stato davvero ad un passo dall’addio alla giunta, almeno fino a quando il primo cittadino non lo ha blindato, impedendo qualsiasi possibilità di… fuga. Facendo un passo indietro, il caso è nato nelle scorse settimane, quando all’assessore è stata proposta la presidenza dell’Ordine degli Ingegneri: Giacobazzi è infatti uno dei più votati della lista che ha vinto le elezioni per il nuovo consiglio, e in tanti, nell’Ordine, lo vorrebbero come presidente. Una proposta a cui è difficile dire no, tanto che lo stesso assessore, interpellato in occasione della presentazione della nuova sede degli ingegneri, ha fatto sapere che «se me lo chiedessero, sarebbe un onore». Il problema, dunque, nasce dalla compatibilità con il suo ruolo in giunta: formalmente non ci sono impedimenti, ma è chiaro che fare entrambe le cose sarebbe poco opportuno. Ma le riflessioni dell’ingegner Giacobazzi - e la voragine che si sarebbe aperta in giunta - sono state letteralmente stoppate dal sindaco Muzzarelli, imbufalito di fronte alla possibilità di perdere l’assessore a cui tiene di più. E così, dopo un “sereno” faccia a faccia andato in scena ieri pomeriggio, è arrivata una nota che blinda (o incastra, a seconda di come la si vuol leggere…) il titolare dei Lavori pubblici. «Le dimissioni dell’assessore Giacobazzi - spiega il primo cittadino - non sono un tema all’ordine del giorno, e una sua eventuale elezione alla presidenza dell’Ordine degli Ingegneri non presenterebbe elementi di incompatibilità». Il sindaco spiega quindi di aver «incontrato Gabriele per fare il punto su alcuni progetti a cui stiamo lavorando, e abbiamo convenuto sull’opportunità che lui continui il suo impegno nell’amministrazione, arrivando a concludere gli interventi che riteniamo strategici, come per esempio il Pums, il Piano urbano per la mobilità sostenibile, che rappresenterà un contributo fondamentale alla definizione del nuovo Piano urbanistico della città. Sono certo - conclude Muzzarelli - che, nonostante alcune esigenze familiari, l’assessore Giacobazzi saprà affrontare, con l’aiuto di tutta la giunta, le sfide che ci attendono». Un messaggio molto chiaro - “tu resti qui” - con un rafforzamento del ruolo dell’assessore che va così a colmare (almeno in parte) i malumori nati almeno un paio di anni fa, tanto che non è certo la prima volta che l’ingegnere pensa di lasciare la giunta: al centro c’è soprattutto la diversa visione di città rispetto alla collega Anna Maria Vandelli, alla quale Muzzarelli ha affidato l’Urbanistica, che nella seconda parte del mandato precedente era in mano a Giacobazzi. Tornando al presente, cosa succederà ora che il sindaco ha blindato l’assessore? Caduta la possibilità delle dimissioni - che avrebbe aperto un problema enorme per il sindaco, con due possibilità che non avrebbero fatto dormire sonni troppo tranquilli a Gian Carlo: una Vandelli plenipotenziaria che assume anche le deleghe di Giacobazzi, oppure l’ingresso in giunta del nome che più ha circolato al momento del rimpasto, ovvero il segretario provinciale del Pd Lucia Bursi, che giusto tra un mese concluderà il suo mandato - ora le opzioni in campo sembrano essere sostanzialmente tre. La prima è quella di un Giacobazzi assessore e presidente dell’Ordine, perché come ha ricordato Muzzarelli le due cariche non sono incompatibili: tecnicamente sarebbe possibile, ma restano i problemi di opportunità, a maggior ragione perché la nuova presidenza arriva in un momento storico importante, con il nuovo Psc alle porte e la nuova legge urbanistica regionale. La seconda opzione - Giacobazzi resta in giunta e declina l’offerta dell’Ordine - è possibile, ma andrebbe contro la volontà dell’assessore. La terza è ad oggi la più probabile: gli ingegneri si affidano ad un presidente-traghettatore per un anno e mezzo, in attesa che il titolare dei Lavori pubblici si liberi (cosa che potrebbe comunque avvenire prima della fine del mandato). Per saperne di più, comunque, bisognerà aspettare lunedì 18 settembre, quando gli ingegneri sceglieranno il loro presidente.
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