Gazzetta di Modena

Modena

dopo la morte della 37enne per overdose 

Ore contate per lo spacciatore

I carabinieri hanno ascoltato il giovane che era in casa con la donna

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Si stringe il cerchio degli investigatori sul caso della 37enne morta per overdose nella propria abitazione, stroncata da un mix di cocaina ed eroina che si era iniettato con una siringa. Gli inquirenti infatti sarebbero già sulle tracce dello spacciatore, colui che avrebbe rifornito la giovane modenese, da tempo con problemi di tossicodipendenza: nei confronti del venditore della droga dunque presto potrebbero scattare dei provvedimenti. I carabinieri infatti, che l’altro pomeriggio sono intervenuti nell’appartamento in zona Morane, teatro della tragedia, hanno subito sentito il 23enne amico della ragazza, il giovane che si trovava con lei in casa quel pomeriggio, pure lui con problemi di droga (entrambi, come hanno riferito gli inquirenti, erano figure note al Sert). Era stato proprio il giovane che aveva chiamato il 118 non appena aveva notato che la sua amica stava male ed iniziava a collassare dopo l’iniezione della droga. Ma purtroppo, nonostante la chiamata tempestiva, per la ragazza non c’era stato nulla da fare. I militari dell’Arma hanno dunque interrogato il giovane e hanno anche analizzato i numeri della rubrica telefonica del cellulare della ragazza, per risalire ai contatti, notare le chiamate e i messaggi. Grazie a tutte queste informazioni che sono scaturite i carabinieri , come detto, sono vicini (o forse hanno già identificato) lo spacciatore che ha fornito la 37enne.

Quanto alla possibilità di una partita di droga killer, per ora non ci sono riscontri: in città e in provincia non vi sono altri casi di malori o di decessi causati da droga tagliata male o troppo pura.

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