Modena, un’officina di idee dove s’incontrano pittura, arte, design
È “MinaLab” di Federica Poletti e Laura Turrini uno spazio che unisce l’estetica alla funzionalità
MODENA. Uno spazio che unisce le esperienze della pittura e dell’arte contemporanea al design, un laboratorio dove nascono ceramiche e proposte di corsi di formazione, un luogo non esclusivamente espositivo ma una vera e propria officina dove creare e lavorare. Stiamo parlando di MinaLab, in via Paolo Ferrari a Modena, dove la pittrice Federica Poletti e la designer Laura Turrini offrono alla città uno spazio interessante e nuovo che si distingue per la contaminazione di idee e generi.
«La pittura? È per me qualcosa di irrinunciabile, non è neanche una passione: è una pulsione» afferma Federica Poletti, artista nota nel panorama modenese e non solo, a cui fa eco Laura Turrini: «La mia passione per il design e l’autoproduzione nasce dalla volontà di unire estetica e funzionalità, per fare cose belle e indossabili, collegate a un discorso più artistico».
A MinaLab, accanto al lavoro artistico di Poletti, caratterizzato da un’intensa attenzione per il corpo umano, nella sua accezione sia anatomica che spirituale, con i suoi volti/maschere che interrogano lo sguardo dello spettatore con insistente stupore, c’è Abel, il brand di craft-design di Turrini, gioielli contemporanei dallo stile minimale e moderno, di raffinata originalità e artigianalità; da questo incontro è nato il progetto “Mud about you”, produzione di ceramiche artistiche che si prestano a un uso sia decorativo che funzionale.
Negli scorsi mesi, Federica e Laura hanno tenuto a MinaLab un corso di pittura e ceramica rivolto a ragazzi migranti ospiti della cooperativa Caleidos, i cui frutti saranno esposti in una mostra il prossimo novembre. Altro atteso appuntamento è quello di Acromie il 15, 16 e 17 settembre, un percorso che si snoderà attraverso installazione, pittura, video, scultura e arte interattiva in collaborazione con diversi artisti. Fondamentali nel lavoro di Federica e Laura sono internet e i social network che consentono loro di far conoscere lo spazio e collaborare con altri artisti e creativi.
«Nella mia attività, posso essere ispirata da un viaggio, dal lavoro di Federica e anche internet è una fonte da cui attingo molto: mi confronto spesso con designer che come me si auto-producono e c’è uno scambio di idee» dice Laura che, tra le altre cose, collabora con Altromercato, collaborazione che la porta a fare molta ricerca.
«Fare continuamente ricerca, essere curiosi: è così che arriva l’ispirazione - sostiene Federica - Nel nostro campo, è sopravvalutata l’idea che l’ispirazione debba arrivare da un momento all’altro, come una tegola in testa, come un soffio di vento. L’ispirazione nasce solo nella costanza. In questo senso, strumenti come Instagram possono essere tanto preziosi quanto deleteri. Devi cercare credibilità non visibilità, e la credibilità arriva sempre e solo da quello che sai fare, dalla tua testa e dalla tua mano. E poi ci vuole coerenza: devi costruire la tua strada su quello che sei. Modena - concludono Poletti e Turrini - è una città ricca di proposte culturali, basta staccarsi dai telefoni, guardarsi intorno ed interessarsi. In una città concreta e pratica come la nostra, spesso troppo legata alle cose materiali, il nostro spazio vuole essere un luogo dove soffermarsi, guardare e accorgersi che c’è anche altro».
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