il capogruppo di minoranza
«Negavano pure l’evidenza»
Lagazzi: «Non ci ho dormito, ma a Guiglia serve più correttezza»
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GUIGLIA. «Prendiamo atto del ruolo pressoché marginale che la giunta e il sindaco Amici hanno riservato ai rappresentanti eletti dai cittadini di Guiglia, e non riconoscendoci in esso, rassegniamo le dimissioni».
Così il capogruppo di opposizione (“Insieme si cambia”) Iacopo Lagazzi ha motivato il passo forte che ha condotto al commissariamento. E che è arrivato dopo una richiesta di dimissioni del sindaco rimasta senza seguito. Nessun trionfalismo da parte sua per la caduta dell'avversario: «Non brindo e non festeggio, perché è comunque una pagina travagliata – sottolinea – io stesso non ho dormito la notte prima di presentare le dimissioni. Ma era un passaggio obbligato ormai, di fronte a un sindaco e a una giunta che hanno deciso di non informare i consiglieri, sia di minoranza che di maggioranza, su una questione importantissima che riguardava i bambini di Roccamalatina. E che nella riunione del 17 agosto hanno continuato a sostenere la perfetta conformità del loro operato alla norma, negando persino l’evidenza e, sovente, con un atteggiamento di indifferenza, se non di superiorità e spocchia».
Lagazzi tiene a evidenziare la differenza rispetto al caso Vignola: «Là c’era un conflitto politico tra sindaco e vice – puntualizza – qui è tutto il Consiglio, al di fuori degli assessori, che non si sente più rappresentato: se la maggioranza extra giunta si dimette in blocco, un motivo ci sarà. Nessun giochino politico e nessuna questione personale: questa difficile decisione è stata presa nell’interesse dei nostri concittadini. Guglia in questo momento ha bisogno di trasparenza e sincerità, e soprattutto di relazioni sane che consentano la riapertura di un dialogo tra amministrazione e cittadini, perché i problemi vengano risolti nell’interesse di tutti, nessuno escluso». (dm)
Così il capogruppo di opposizione (“Insieme si cambia”) Iacopo Lagazzi ha motivato il passo forte che ha condotto al commissariamento. E che è arrivato dopo una richiesta di dimissioni del sindaco rimasta senza seguito. Nessun trionfalismo da parte sua per la caduta dell'avversario: «Non brindo e non festeggio, perché è comunque una pagina travagliata – sottolinea – io stesso non ho dormito la notte prima di presentare le dimissioni. Ma era un passaggio obbligato ormai, di fronte a un sindaco e a una giunta che hanno deciso di non informare i consiglieri, sia di minoranza che di maggioranza, su una questione importantissima che riguardava i bambini di Roccamalatina. E che nella riunione del 17 agosto hanno continuato a sostenere la perfetta conformità del loro operato alla norma, negando persino l’evidenza e, sovente, con un atteggiamento di indifferenza, se non di superiorità e spocchia».
Lagazzi tiene a evidenziare la differenza rispetto al caso Vignola: «Là c’era un conflitto politico tra sindaco e vice – puntualizza – qui è tutto il Consiglio, al di fuori degli assessori, che non si sente più rappresentato: se la maggioranza extra giunta si dimette in blocco, un motivo ci sarà. Nessun giochino politico e nessuna questione personale: questa difficile decisione è stata presa nell’interesse dei nostri concittadini. Guglia in questo momento ha bisogno di trasparenza e sincerità, e soprattutto di relazioni sane che consentano la riapertura di un dialogo tra amministrazione e cittadini, perché i problemi vengano risolti nell’interesse di tutti, nessuno escluso». (dm)
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