«Amici non ha voluto ascoltare nessuno»
Guiglia. L’ex capogruppo Bononcini spiega la sfiducia. «Della perizia sulla scuola sapeva da luglio»
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GUIGLIA. È stato l'ordine del giorno del Consiglio comunale convocato per il 14 settembre la goccia che ha fatto traboccare il vaso a Guiglia, innescando le dimissioni di blocco di tutti i consiglieri di opposizione (Iacopo Lagazzi, Tiziana Flandi, Katia Nadini e Roberta Zanantoni) e di quelli di maggioranza fuori dalla giunta (Massimo Bononcini, Matteo Pasini, Ermanno Turci e Susanna Melli). Lo fa capire chiaramente l'ormai ex capogruppo Bononcini, nel ripercorrere la vicenda scuole (inagibilità di Roccamalatina e verifiche sul plesso del capoluogo) su cui Matteo Pasini, da geometra libero professionista, ha già fatto le sue puntualizzazioni. Scuole a cui era dedicato l'unico punto in discussione giovedì, anche se gli argomenti erano due: «Si doveva parlare del progetto di una nuova primaria a Rocca – spiega Bononcini – e di eventuali interventi di miglioramento sismico sul plesso del capoluogo e la palestra. Il sindaco sapeva bene che io ero contrario a spendere 2 milioni in una scuola nuova a Rocca, ma non avrei potuto scindere il mio no su questo punto dal si a interventi sul plesso di Guiglia che per me peraltro non devono essere “eventuali” ma la prima cosa da fare. E' stata una provocazione riunire due argomenti cosi diversi in un unico punto, il metterci a un bivio: l'acqua era già a livello nel vaso, e questa è stata l'ultima goccia». Non che non si sia cercata la mediazione fino all'ultimo: giovedì sera l'incontro fra giunta e maggioranza si è protratto fino a mezzanotte. Ma invano: l'indomani Bononcini ha incontrato gli altri tre del suo gruppo «e ci siamo trovati tutti d'accordo sulle dimissioni». Ha quindi contattato il capogruppo di opposizione Lagazzi e si è deciso per firmare tutti in blocco sabato mattina, decretando il commissariamento. Bononcini è convinto che la decisione di fare o non fare la scuola a Rocca vada presa da un sindaco che abbia ricevuto un chiaro mandato elettorale su questo. «Io personalmente - specifica - sono per accorpare tutto nel capoluogo, perché si spende meno e sul plesso bisogna intervenire comunque sul fronte sismico, a partire dalla palestra». Bononcini ribadisce di essere “profondamente deluso” dal sindaco Monica Amici dall'inizio della faccenda scuole: «Sapeva della perizia che stabiliva l'inagibilità di Rocca dai primi di luglio. Io, che ero il capogruppo, ne sono stato messo al corrente il 5 di agosto da altre persone. Non può succedere: su un tema così importante andava informata tempestivamente tanto la maggioranza quanto l'opposizione. E bastava una telefonata. Ho provato lo stesso fino all'ultimo a ricucire, a dirle: "Cambia rotta su Rocca, aspetta di conoscere i costi e l'opinione dei cittadini prima di dire che ricostruisci". Ma lei è andata avanti a testa bassa».
Daniele Montanari
Daniele Montanari
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