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Bocciato il referendum su Aimag

di Serena Arbizzi
Bocciato il referendum su Aimag

Serviva il 50% più uno degli aventi diritto ma alle urne è andato solo il 23,36%. Il Comitato per il Sì darà ancora battaglia

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Per il comitato per il Sì oltre 14mila carpigiani hanno proclamato il successo dello strumento referendario. Per i detrattori della consultazione, invece, dal momento che il quorum non è stato raggiunto l’argomento è da archiviare ed è ora di passare oltre.

Sono stati resi noti dopo poco più di un’ora dalla chiusura dei seggi i risultati del referendum consultivo incentrato su Aimag. Si sono recati ai 45 seggi 14.454 elettori sui 61.872 chiamati al voto, per una percentuale del 23.36%. Lo spoglio delle schede ha dato questi risultati: per il Sì i voti sono stati 14.102, pari al 97.84%. Dalla parte del No si sono invece schierati 311 elettori, pari al 2,16%. I voti nulli sono stati 20, mentre le schede bianche 21. Il quesito sul quale i cittadini si sono espressi era il seguente: “Volete voi che il Comune di Carpi non venda le azioni Aimag e che esprima il voto contrario, nell’assemblea dei soci, ad operazioni di incorporazione o fusione societaria?”.

Avevano diritto di voto i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune, tutti i residenti non cittadini italiani iscritti all’anagrafe da almeno un anno, purchè almeno sedicenni, e infine i cittadini italiani residenti iscritti all’anagrafe del Comune di età compresa tra i sedici e i diciotto anni al momento della votazione.

Il quorum non è stato raggiunto ma il comitato per il Sì è intenzionato a dare battaglia e ha iniziato già nella tarda serata di ieri, con una sorta di “presa del Municipio”, un blitz in cui le diverse anime che compongono il comitato ha illustrato con un documento programmatico quali saranno le mosse future. Fra le intenzioni del comitato per il Sì c’è quella di «evitare che tra Hera e Aimag si crei una partnership», ipotesi sul piatto insieme a una possibile aggregazione con la mantovana Tea per un accordo tra le due società.

Tra i sostenitori del No c’era già chi era pronto a definire il referendum come “la disfatta della Brexit carpigiana” nel caso l’affluenza non raggiungesse il 20%. Questo dal momento che i votanti a mezzogiorno erano pari al 7,28%, 4.502 elettori, e alle 17 la percentuale è salita al 14,86% (9.193 elettori).

Alcuni operai Aimag hanno atteso fuori dal Municipio l’esito delle consultazioni, delusi da una così scarsa partecipazione. Continuerà, poi, la guerra delle affissioni tra il comitato per il Sì, che contesta l’essere stato adombrato quando non completamente oscurato, e il Comune che invece sostiene che gli spazi siano i medesimi delle volte scorse.

E alcuni sostenitori del Sì chiederanno che venga fatta chiarezza sull’elenco degli elettori, che pare fosse aggiornato all’anno 2013.

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