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Fonderie Zarlati: oggi incontro con Arpa

Fonderie Zarlati: oggi incontro con Arpa

Il comitato chiede chiarimenti sugli odori, un avvocato esporrà le preoccupazioni dei residenti

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Odori nauseabondi e inquinamento dell’aria: proseguono incontri e riunioni dei modenesi che chiedono chiarezza sul controverso caso delle emissioni delle Fonderie Zarlati.

Un faccia a faccia durante il quale il comitato “Respiriamo aria pulita”, affiancato da un tecnico esperto in materia, ribadirà le sue perplessità sulla questione delle Fonderie alla Madonnina, a partire dalla mancata (almeno per ora) installazione dei filtri per ridurre gli odori.

È previsto per oggi, infatti, l’incontro tra Chiara Costetti, legale del comitato “Respiriamo aria pulita”, e i rappresentanti di Arpa Modena per discutere di questa questione che interessa una consistente fetta della nostra città.

Al centro ci sarà la ormai annosa questione delle Fonderie cooperative riunite di via Zarlati, con gli odori pungenti che spesso vengono avvertiti alla Madonnina, e in particolare nella zona di via don Saltini: l’avvocato Costetti, affiancato da un tecnico, illustrerà dunque le preoccupazioni dei cittadini dopo l’incontro del comitato avvenuto giovedì scorso nella sala parrocchiale della Madonnina.

Si parlerà dunque dei filtri che l’amministrazione comunale ha prescritto di installare alla proprietà, ma che al momento non ci sono ancora, anche se il Comune ha fatto sapere che l’installazione dei dispositivi è in corso.

Ma i temi sul tavolo sono tanti altri, a partire dalla questione dei “nasi elettronici” acquistati da alcuni residenti: anche se l’Arpa ha già fatto sapere che questi strumenti non sono sufficienti per misurare la formaldeide - la cui rilevazione è piuttosto complessa - gli stessi “nasi” continuano a rilevare un’alta presenza di questa sostanza nei momenti in cui gli odori sono più forti.

Dall’altra parte ci sono appunto le rilevazioni effettuate dai tecnici Arpa, che finora hanno dato esiti negativi, con una presenza di formaldeide molto al di sotto dei limiti previsti dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Odori che dopo la riapertura dello stabilimento hanno ripreso a farsi sentire, come del resto quelli della Safim di via Livingstone: «Ormai anche i nostri bambini si sono specializzati - si è sfogata una residente nella riunione di giovedì scorso - così, quando si sentono entrambi gli odori, sanno distinguere benissimo quelli che provengono dalle Fonderie da quelli della Safim…».

Nel frattempo, il comitato “Respiriamo aria pulita” continua la sua attività di sensibilizzazione nei confronti delle possibili minacce alla salute pubblica: per la fine del mese è previsto un incontro pubblico insieme ai rappresentanti degli altri comitati della provincia che si occupano degli odori provenienti dalle produzioni industriali. (l.g.)

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