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Arrivano 10 profughi, «ma lavoreranno»

Arrivano 10 profughi, «ma lavoreranno»

Fanano. Ospiti da oggi nell’ex caserma in piazza. «Un patto per impiegarli in attività socialmente utili»

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FANANO . Potranno svolgere lavori socialmente utili i dieci profughi assegnati a Fanano, in arrivo oggi nella palazzina ex caserma di piazza Vittoria.

Ieri mattina a Modena il prefetto Maria Patrizia Paba e il sindaco Stefano Muzzarelli hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato alla partecipazione dei richiedenti asilo ad attività socialmente utili come previsto dalla legge 46/2017. Il documento è stato siglato in attuazione del protocollo firmato nel marzo scorso tra Prefettura, Comune di Modena, Arcidiocesi di Modena-Nonantola, Unione dei Comuni, Associazione Servizi per il Volontariato Modena e Forum Provinciale del Terzo Settore per la realizzazione di percorsi di socializzazione, attività di volontariato sociale, ambientale e sportivo.

L’atto è operativo e formalizza impegni reciproci da parte della Prefettura e del Comune nell’attuazione dei progetti, su base volontaria e secondo orari e modalità da concordare.

Da ora la Prefettura s’impegna a favorire corsi di formazione professionale, attraverso intese con soggetti erogatori di pubblici servizi, possibilmente con fornitura delle strumentazioni.

L’intesa, già formalizzata con altri sindaci, verrà progressivamente estesa ad altri Comuni della provincia che ospitano profughi, «mettendo a frutto e integrando ulteriormente – specifica la Prefettura in una nota - le molteplici iniziative già avviate nel modenese in una prospettiva di inclusione e reciprocità».

C’è da sperare che il documento contribuisca a stemperare le polemiche che avevano animato il paese dopo l'annuncio, a metà luglio, dell'arrivo dei dieci profughi africani, i primi che Fanano avrebbe ospitato sul territorio, uno dei pochissimi in provincia ancora a quota zero. Anche nell'accesa riunione che si era tenuta il 28 luglio infatti il primo timore espresso dalla gente era che queste persone arrivassero a far niente, costituendo poi anche un pericolo per la sicurezza. Proprio per accrescere invece la sensazione di tutela, il Comune sta pensando anche di concedere la residenza ai profughi, rendendoli così ancora più monitorabili da parte della polizia municipale.

«Vogliamo che ci sia integrazione reale – spiega il sindaco Stefano Muzzarelli – e pensiamo che questa passi dal rendersi utili alla comunità, attraverso la manutenzione del verde, la spalata neve e così via, in collaborazione con le associazioni di volontariato. È una cosa che va costruita assieme, per prima cosa queste persone vanno conosciute. Pensiamo, dopo che si saranno ambientati un po’, a un incontro pubblico per presentarli e conoscere le loro storie». (dm)

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