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Modena: «Fonderie e odori, dall’azienda solo proposte insufficienti»

di Luca Gardinale
Modena: «Fonderie e odori, dall’azienda solo proposte insufficienti»

Comune, Arpa e Ausl dopo il tavolo tecnico escono allo scoperto: «Emissioni nei limiti di legge Ma entro un mese serve un nuovo progetto della proprietà per il contenimento delle esalazioni»

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MODENA. Bene le emissioni, formaldeide compresa. Un po’ meno bene con gli odori, che in gran parte derivano da due punti - lavorazione-recupero terra e distaffatura - anche perché le proposte presentate dall’azienda per l’abbattimento delle “puzze” sono stati considerati insufficienti.

Madonnina, aria irrespirabile Fonderie chiuse solo nel 2022

È l’esito del tavolo tecnico che venerdì scorso ha riunito Comune di Modena, Arpa e Ausl per affrontare la questione Fonderie riunite di via Zarlati, da tempo al centro dell’attenzione a causa dei forti odori avvertiti dai residenti della Madonnina. Incontro di cui si è parlato ieri, nel faccia a faccia tra i dirigenti dell’Arpa modenese e il comitato “Respiriamo aria pulita”, rappresentato dall’avvocato Chiara Costetti e da un tecnico.

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I rappresentanti dell’Arpa hanno quindi ribadito che, dal punto di vista delle emissioni, anche le ultime rilevazioni - pubblicate ieri sul sito web dell’Agenzia - hanno evidenziato che tutto «rientra nei valori prescritti dall’Autorizzazione integrata ambientale per tutti i parametri previsti - fa sapere il Comune - che, in alcuni casi, sono inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali. Inoltre, in merito alle concentrazioni di odori, è stata individuata dai punti “E26”, lavorazione e recupero terra, ed “E27”, distaffatura, la provenienza delle emissioni più significative su cui intervenire per ridurre i disagi segnalati dai cittadini. Nei campioni - aggiunge l’amministrazione - è stata rilevata anche la presenza di fenoli e ammine, sostanze caratterizzate da una soglia olfattiva molto bassa e che possono per questo motivo incidere sulla percezione di odore. Ulteriori misurazioni, i cui risultati saranno disponibili a breve, sono state effettuate attraverso la campagna di monitoraggio con il naso elettronico realizzata nei mesi di giugno e luglio nelle aree esterne all’impianto».

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E se sulle emissioni inquinanti le analisi continuano a confermare che è tutto nella norma, sulla questione odori c’è ancora molto da fare: «La riunione di venerdì scorso - spiega ancora il Comune - in continuità con la precedente seduta del 20 luglio, aveva all’ordine del giorno anche la presentazione, da parte dell’azienda, delle proposte impiantistiche di miglioramento. I primi progetti presentati, però, sono stati giudicati insufficienti dai tecnici del tavolo per il pieno raggiungimento degli obiettivi di abbattimento ulteriore delle emissioni e di mitigazione degli odori. Il tavolo tecnico ha quindi verbalizzato la necessità di presentare entro 30 giorni, da parte dell’azienda, un nuovo progetto basato sulla tecnica di iniezione di carbone attivo nelle condotte di aspirazione a monte dei filtri già installati nei punti di emissione “E26” e “E27”».La palla, dunque, passa all’azienda, che dovrà presentare un nuovo progetto.


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