al castello di levizzano
Il “punto croce” fa centro: in migliaia per l’esposizione
CASTELVETRO. Il poliedrico mondo che ruota attorno al “filo” si è raccolto a Levizzano. Tra sabato e domenica, infatti, cinquanta espositrici italiane ed estere si sono date appuntamento nell’incante...
2 MINUTI DI LETTURA
CASTELVETRO. Il poliedrico mondo che ruota attorno al “filo” si è raccolto a Levizzano. Tra sabato e domenica, infatti, cinquanta espositrici italiane ed estere si sono date appuntamento nell’incantevole cornice del castello. E, già dalle prime ore, la 14ª edizione di “Fili senza tempo” ha richiamato centinaia di curiosi. La rassegna è nata diversi anni fa da un’idea di Tania Santarelli, direttrice artistica della kermesse. «È un’occasione per incontrare altre persone che fanno il mio stesso lavoro di disegnatrice di schemi per il punto croce - ha spiegato - provenienti da diverse aree d’Italia e d’Europa. In questo modo possiamo scambiarci idee e consigli. Solitamente comunichiamo sui social network o i blog dedicati al ricamo e questi eventi sono un modo per conoscerci di persona e dare un volto ad amicizie “virtuali”».
Il pubblico interessato al mondo dell’ago e del filo non è mancato. «La maggior parte sono disegnatrici di punto croce - ha sottolineato Santarelli - poi ci sono i proprietari di negozi del settore, con le novità in materia di tessuti, filati e lane tinte a mano. Infine, ci sono altri banchi con gli accessori per il cucito: nastri, ceramiche, bottoni, spilli e legni. In ogni caso è la creatività la protagonista della fiera».
Si è parlato di tessuti tinti a mano. Tra le espositrici c’era un’esperta: Nicoletta Farrauto. «Ricamo da quando ero bambina - ha ricordato - in seguito ho iniziato a disegnare gli schemi per il punto croce e a colorare i tessuti: solo così si ottengono sfumature che ricordano tinte del passato. Il punto croce è un punto semplice che attraverso i disegni, i materiali utilizzati e le finiture, viene valorizzato ed esaltato».
L’esposizione-mercato però non è stata prerogativa del mondo femminile. Dietro a tamburelli e tele con disegni d’ispirazione nordica, si poteva incontrare l’inglese Jacob, unico espositore uomo in mezzo a tante donne, molte francesi e una neozelandese. «Le espositrici francesi sono davvero numerose - ha evidenziato Tania Santarelli - perché, per tradizione e stile sono da sempre un punto di riferimento nel settore».
Martina Stocco
Il pubblico interessato al mondo dell’ago e del filo non è mancato. «La maggior parte sono disegnatrici di punto croce - ha sottolineato Santarelli - poi ci sono i proprietari di negozi del settore, con le novità in materia di tessuti, filati e lane tinte a mano. Infine, ci sono altri banchi con gli accessori per il cucito: nastri, ceramiche, bottoni, spilli e legni. In ogni caso è la creatività la protagonista della fiera».
Si è parlato di tessuti tinti a mano. Tra le espositrici c’era un’esperta: Nicoletta Farrauto. «Ricamo da quando ero bambina - ha ricordato - in seguito ho iniziato a disegnare gli schemi per il punto croce e a colorare i tessuti: solo così si ottengono sfumature che ricordano tinte del passato. Il punto croce è un punto semplice che attraverso i disegni, i materiali utilizzati e le finiture, viene valorizzato ed esaltato».
L’esposizione-mercato però non è stata prerogativa del mondo femminile. Dietro a tamburelli e tele con disegni d’ispirazione nordica, si poteva incontrare l’inglese Jacob, unico espositore uomo in mezzo a tante donne, molte francesi e una neozelandese. «Le espositrici francesi sono davvero numerose - ha evidenziato Tania Santarelli - perché, per tradizione e stile sono da sempre un punto di riferimento nel settore».
Martina Stocco
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
