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soliera. l’open day dello stabilimento 

In 1300 alla scoperta dei segreti industriali di Granarolo

In 1300 alla scoperta dei segreti industriali di Granarolo

SOLIERA. Il Gruppo Granarolo, il maggiore operatore agroindustriale del Paese a capitale italiano, ha compiuto 60 anni e, per festeggiare, ha organizzato le Feste del Latte, speciali occasioni...

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SOLIERA. Il Gruppo Granarolo, il maggiore operatore agroindustriale del Paese a capitale italiano, ha compiuto 60 anni e, per festeggiare, ha organizzato le Feste del Latte, speciali occasioni durante le quali cinque dei suoi principali stabilimenti italiani hanno aperto al pubblico le porte in via straordinaria. Tra questi, quello di Soliera, in via Giuseppe Verdi: 180 dipendenti, 30mila metri quadrati coperti, 15 linee di produzione, 12 impianti di sterilizzazione sono solo alcuni dei numeri che contraddistinguono l’imponente sito lavorativo.

«Lo stabilimento realizza 150mila tonnellate di prodotti - spiega Paolo Cantarelli, direttore operation - di cui 120mila a base di latte vaccino, 6mila tonnellate di panna, 3mila di latte di capra, 15mila di prodotti vegetali. Il tutto, tenendo d'occhio in particolar modo la cura dell’ambiente, sia per quanto riguarda le confezioni, che vogliamo sempre più riciclabili, sia per l’utilizzo di energia riguardo la quale stiamo facendo un lavoro importante, privilegiando impianti e macchinari virtuosi, moderni ed efficienti, magari un po’ più costosi. Dopodiché, abbiamo forte il concetto di riutilizzabilità e riciclo, soprattutto per quanto concerne l’acqua: abbiamo un settore interno dedicato allo studio e alla realizzazione delle tecnologie».

All’open day, i partecipanti - oltre 1.300 - hanno potuto soddisfare la curiosità di vedere da vicino i dietro le quinte della filiera del latte, accolti dai dipendenti che hanno mostrato due linee di produzione. Di grande interesse, anche la visita a San Prospero, presso la stalla di proprietà di uno dei soci riuniti in cooperativa da cui, ogni giorno, parte il latte che verrà poi consegnato e lavorato nello stabilimento solierese: una bella realtà, come sottolinea Cantarelli, anche in considerazione del fatto che questa fu una delle stalle colpite dal terremoto. «Una visita per capire cosa vuol dire lottare contro la natura - spiega - e dove quotidianamente, 200 mucche frisone italiane producono 30 litri di latte, venendo munte due volte con sistemi che garantiscono la salubrità del prodotto».

Tanta curiosità anche su un progetto sociale di Granarolo con le donne africane che, giornalmente, trasportano sulla testa il latte crudo agli stabilimenti. «Percorrono mediamente 13 chilometri, con cinque taniche da 5-6 litri sul capo - spiega Cantarelli - Abbiamo organizzato una simulazione con cui ci si può cimentare nel trasporto di bottiglie mettendosi sul capo un foulard tanzaniano anche per sensibilizzare riguardo un progetto che abbiamo in Tanzania e che presto arriverà in Mozambico: la creazione di una latteria-caseificio che raccoglie latte crudo da allevatori che hanno una o due mucche e consegnano per la pastorizzazione».

Valeria Cammarota

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