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Modena

In tutto 51 lezioni con tanti nomi nuovi

Piazze e cortili delle tre città ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sulle varie declinazioni del termine “arti”. Il...

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Piazze e cortili delle tre città ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sulle varie declinazioni del termine “arti”. Il programma illustrato ieri dai sindaci Gian Carlo Muzzarelli (Modena) e Alberto Bellelli (Carpi), l’assessore di Sassuolo Giulia Pigoni, i presidenti delle Fondazioni di Modena, Carpi e San Carlo Cavicchioli, Schena e Baldaccini, esplora la radice comune e talora sottovalutata delle arti e delle tecniche che si manifesta negli oggetti "fatti ad arte”. Siamo dunque nel campo della maestria che accomuna artisti e artigiani in tutti i campi del produrre: a Modena esempi eclatanti sono il trucciolo e l’abbigliamento a Carpi, la Ferrari a Modena, la ceramica a Sassuolo. Quest'anno ci sono una ventina di filosofi mai venuti al festival, circa il 40% del totale e tra i protagonisti ci sono Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Brunello Cucinelli (Lectio "Confindustria Emilia"), Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Michela Marzano, Salvatore Natoli, Massimo Recalcati (Lectio Gruppo Hera), Emanuele Severino (Lectio Rotary Club Gruppo Ghirlandina), Carlo Sini, Silvia Vegetti Finzi (Lectio Coop Alleanza 3.0) e Remo Bodei, presidente del Comitato scientifico del Consorzio. Particolarmente nutrita la componente degli stranieri: Agnès Giard, Nathalie Heinich, Gilles Lipovetsky, Marie José Mondzain, Jean-Luc Nancy, Georges Vigarello e Marc Augé, che fa parte del comitato scientifico del Consorzio. Ci sono anche l'americano James Clifford, il britannico Daniel Miller, il croato Deyan Sudijc, la tedesca Rahel Jaeggi e lo spagnolo Francisco Jarauta. Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”, con esperti che illustrano lo statuto delle tecniche in Platone, la poiesis in Aristotele, il ruolo di tecnica e lingua per la civilizzazione in Lucrezio. Per l'età moderna si discuterà l'intreccio di arti, tecniche e scienza nell'opera di Galilei: «E’ lui il vero nume tutelare quest’anno perché si costruiva i suoi strumenti e li riproduceva anche ad acquerello prima di realizzarli», conclude Francesconi. (s.l.)

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