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Italia Nostra dice no: «Al Sant’Agostino sarà nuovo cemento»

Italia Nostra dice no: «Al Sant’Agostino sarà nuovo cemento»

Duro documento di Giovanni Losavio dopo l’audizione nella conferenza dei servizi: «Percorso inutile e segreto»

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Italia Nostra si scaglia, ancora una volta, contro il progetto Sant’Agostino, ma in questo caso al centro del mirino c’è la “natura” della Conferenza dei servizi partita da poco sul restauro da 42 milioni dell’ex ospedale. L’associazione presieduta dall’ex giudice Giovanni Losavio in una audizione a porte chiuse presso la stessa Conferenza ha ricordato che «nel caso del S.Agostino non si parla di restauro, ma invece di radicale ristrutturazione tanto che serve la variante al Piano strutturale comunale Psc e si vuol demolire e liberamente ricostruire quasi un quarto dell’edificato». Italia Nostra illustra quanto il presidente Losavio ha ribadito in commissione: «Non sappiamo come la conferenza intenda superare la pregiudiziale questione di legittimità che abbiamo motivatamente sollevato. Inammissibilità, per gli edifici monumentali, della deroga alla disciplina di restauro e risanamento conservativo, quindi preclusione della variante sul punto al piano strutturale comunale che quella disciplina prescrive. Non sappiamo quale sia, non diciamo la determinazione, ma almeno l’indirizzo di massima della Provincia che è convocata per la sua necessaria valutazione sulla variante, e della Soprintendenza cui è rimessa l’autorizzazione alla trasformazione del complesso monumentale. Intuiamo l’imbarazzo del Soprintendente chiamato ad approvare un progetto che urbanisticamente può passare se si cancella la prescrizione di restauro che proprio lui è chiamato per parte sua a far rispettare».

L’associazione culturale si scaglia quindi contro la stessa Conferenza dei servizi che deve decidere su questo importante progetto dal nome non proprio esaltante di “Officina del futuro”. Continua Losavio: «Non ci è stato concesso di assistere alle riunioni della conferenza, né ci è stato dato l’accesso ai relativi verbali. Insomma, almeno per quanto riguarda Italia Nostra, questa audizione è del tutto inutile, se non è la sede di un aperto confronto, dell’avvio di un contraddittorio che ci assicuri che il contributo della associazione è stato considerato nel merito, ne son state valutate le puntuali valutazioni, non condivise per espresse conoscibili ragioni. Perché questa audizione non si risolva in un vuoto rito crediamo perciò che si sarebbe dovuta aprire sulla esauriente informazione dello stato dei lavori della conferenza. Ci si dice invece che la conferenza ha deciso di mantenere una stretta riserva su quel che va facendo e ne conosceremo i risultati soltanto a conclusione della prima formalizzata fase del procedimento. Ne dobbiamo prendere atto. La conferenza si è data la consegna della segretezza. Che non credo garantisca la qualità dei risultati, specie quando è in questione il progetto culturale di più alto impegno, si è detto, da alcuni decenni in qua. Ci è dunque negato il contraddittorio e non è sensazione gradevole parlare a chi ascolta muto».

È forse presto per comprendere quel che accadrà sul progetto di cui si parla almeno dal 2006 e che ha comportato uno stravolgimento del progetto con la decisione di non spostare le biblioteche Estense e Poletti anche se il progetto è rimasto lo stesso, a parte le due torri di Gae Aulenti. Abortite, nonostante fossero il segno distintivo ideato dalla medesima archistar.

Stefano Luppi

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