Gazzetta di Modena

Modena

Sulla città gli occhi di 144 telecamere

di Andrea Gilioli
Sulla città gli occhi di 144 telecamere

La maggior parte del sistema di videosorveglianza è in centro. Altri 16 dispositivi entreranno in funzione al parco Ducale

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Gli occhi di 144 telecamere vigilano sulla città, su una Sassuolo che, però, continua a sentirsi insicura. Da ormai una decina d’anni le amministrazioni comunali, sia di centrodestra sia di centrosinistra, infatti, hanno investito ingenti risorse nell'installazione di impianti di videosorveglianza, che molte volte si sono rivelati essere un utilissimo alleato delle forze dell'ordine per far luce su episodi criminosi e di degrado urbano.

Telecamere che, di anno in anno, continuano a crescere di numero, e a migliorare tecnologicamente, ma che ancora non coprono alcune zone della città dove ve ne sarebbe davvero necessità.

Un caso è quello della zona stazioni, dove a parte alcune telecamere di privati, e alcuni sparuti “occhi comunali”, in zona ex Saime, il grande parcheggio è scoperto, così come la stazione per Reggio e le altre strade del quartiere. La situazione, in questo caso specifico, dovrebbe mutare entro fine anno, con il rifacimento del parcheggio Unicredit e la contestuale installazione di 11 nuove telecamere, mentre altri 16 dispositivi entreranno in funzione a breve al parco ducale. Spulciando l’elenco aggiornato al 31 agosto, ad esempio, emerge come il sistema pubblico di videosorveglianza, se si eccettuano i nuovissimi varchi di accesso alla città (16 telecamere in grado di rilevare il passaggio di auto rubate o sospette), sia in gran parte dislocato in centro storico: delle 123 telecamere di videosorveglianza urbana installate e operative, infatti, ben 66 controllano le vie e le piazze del centro, estendendosi ai due parchi più centrali: il Ducale e il Vistarino. In periferia sette telecamere, non tutte di ultima generazione, trasmettono alla centrale operativa della municipale quanto accade in via Adda e nella zona della Coop di Mezzavia, area della città ancora “calda” e con un passato tutt’altro che tranquillo. Quattro telecamere, di nuova generazione, sono invece attive al parco Le Querce, a Braida, quartiere storicamente a rischio degrado controllato anche da altre cinque telecamere in via Brigata Folgore. Altre cinque telecamere al direzionale Quadrati, dove ha sede la municipale, mentre solo una nel quartiere Quattroponti e due nella zona del condominio Gimko, altro punto della città storicamente a rischio degrado e criminalità.

Scoperti, invece, i quartieri Ancora, Pontenuovo e Rometta Alta (nella zona di Rometta Bassa, inoltre, una sola telecamera, in via Milano, risulta installata), oltre a tutta la zona industriale a nord della città, al polo scolastico e ad altre ampie aree residenziali, dove, a controllare quanto accade, restano solo, eventualmente, le telecamere installate da alcuni commercianti e privati cittadini: un po’ poco se si pensa che ad esempio a Rometta Alta e a Pontenuovo sono stati registrati negli ultimi mesi diversi episodi di vandalismo e microcriminalità.

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