Via Emilia e piazze blindate per il Festival Filosofia
di Stefano Luppi
La circolare Gabrielli sulle manifestazioni modifica i piani della grande kermesse Alle lezioni si accederà con biglietto, chiuso il tratto largo Garibaldi-corso Duomo
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Anche il Festivalfilosofia che si svolge da venerdì a domenica prossimi attraverso 200 appuntamenti gratuiti dovrà sottostare alle nuove regole per la sicurezza che da alcuni mesi sono in vigore in Italia. Un festival in parte “blindato” - perché la decisione non stravolge le caratteristiche della ormai nota manifestazione dedicata alle “arti” e diretta da quest’anno da Daniele Francesconi - con qualche criterio in più per garantire uno svolgimento tranquillo è stato applicato. Inutile negarlo. In particolare via Emilia Centro in città sarà chiusa al traffico veicolare, probabilmente posizionando o i dissuasori tondi in cemento o i classici new jersey, all’altezza di corso Duomo e dalle parti di porta Bologna alle soglie di largo Garibaldi.
Più evidenti, ma non in grado di stravolgere l’identità della manifestazione si raccomandano gli organizzatori, sarà invece la gestione delle piazze. Queste saranno ad accesso controllato e limitato come da mesi ormai avviene, dappertutto anche a Modena in luglio in occasione del Radio Bruno Estate in piazza Roma. «Sostanzialmente - spiega il direttore Francesconi - nelle piazze di Modena, Carpi e Sassuolo si potrà circolare liberamente come al solito. C’è un aumento della assistenza al pubblico e potranno entrare nelle piazze, che dunque saranno recintate, solo le persone che si siederanno. Le altre comunque potranno restare in piedi nei pressi della piazza, com’è sempre avvenuto perché solo a quelle sedute verrà fornito una sorta di tagliando e solo a queste ultime il personale adeguatamente formato farà controlli. Ma appunto i modi del festival non cambiano». Tra una lezione e l’altra si potrà scegliere anche di rimanere all’interno per l’evento successivo. Anche il sindaco Muzzarelli ha fatto cenno al tema, spiegando che «la sicurezza deve essere al primo posto, ci saranno regole di accesso alle piazze, ci saranno disagi, ma saranno a fin di bene».
Francesconi ha illustrato le caratteristiche di quest’anno. «Il festival è una sorta di piattaforme girevole, con diverse piste che decliniamo attraverso le lezioni e le iniziative artistiche. Quest’anno parliamo delle arti che vuole dire anzitutto parlare di noi stessi. In numerose delle 51 lezioni di quest’anno diciamo che è cruciale la messa in opera di noi, attraverso l’esibizione del corpo, le interazioni quotidiane, i social media. Ma è solo una pista tra le molte che il pubblico potrà seguire. Quest’anno è fondamentale il programma artistico, gli atelier degli artisti in particolare, l’installazione di Franco Vaccari al San Paolo o quello di Eron a Palazzo Santa Chiara. Noi siamo pronti, abbiamo una squadra giovane e molto competitiva». Alselmo Sovieni, numero 1 del consorzio Festivalfilosofia, ha riassunto per tutti i presenti - sindaci, assessori, presidenti di fondazioni, sponsor, l’assessore regionale Massimo Mezzetti - cosa è la manifestazione: «A noi interessa soprattutto che i nostri visitatori stanno 2,5 giorni in media a dormire a Modena. Abbiamo ottenuto l’alto patronato del presidente della Repubblica: arriverà a Muzzarelli un telegramma di Mattarella». Presente anche l’ex direttore Michelina Borsari: «Le arti e le tecniche hanno trasformato il mondo rendendolo artificiale. Per lungo tempo arti e mestiere sono state sovrapposte poi cesure storiche le hanno staccate».
Più evidenti, ma non in grado di stravolgere l’identità della manifestazione si raccomandano gli organizzatori, sarà invece la gestione delle piazze. Queste saranno ad accesso controllato e limitato come da mesi ormai avviene, dappertutto anche a Modena in luglio in occasione del Radio Bruno Estate in piazza Roma. «Sostanzialmente - spiega il direttore Francesconi - nelle piazze di Modena, Carpi e Sassuolo si potrà circolare liberamente come al solito. C’è un aumento della assistenza al pubblico e potranno entrare nelle piazze, che dunque saranno recintate, solo le persone che si siederanno. Le altre comunque potranno restare in piedi nei pressi della piazza, com’è sempre avvenuto perché solo a quelle sedute verrà fornito una sorta di tagliando e solo a queste ultime il personale adeguatamente formato farà controlli. Ma appunto i modi del festival non cambiano». Tra una lezione e l’altra si potrà scegliere anche di rimanere all’interno per l’evento successivo. Anche il sindaco Muzzarelli ha fatto cenno al tema, spiegando che «la sicurezza deve essere al primo posto, ci saranno regole di accesso alle piazze, ci saranno disagi, ma saranno a fin di bene».
Francesconi ha illustrato le caratteristiche di quest’anno. «Il festival è una sorta di piattaforme girevole, con diverse piste che decliniamo attraverso le lezioni e le iniziative artistiche. Quest’anno parliamo delle arti che vuole dire anzitutto parlare di noi stessi. In numerose delle 51 lezioni di quest’anno diciamo che è cruciale la messa in opera di noi, attraverso l’esibizione del corpo, le interazioni quotidiane, i social media. Ma è solo una pista tra le molte che il pubblico potrà seguire. Quest’anno è fondamentale il programma artistico, gli atelier degli artisti in particolare, l’installazione di Franco Vaccari al San Paolo o quello di Eron a Palazzo Santa Chiara. Noi siamo pronti, abbiamo una squadra giovane e molto competitiva». Alselmo Sovieni, numero 1 del consorzio Festivalfilosofia, ha riassunto per tutti i presenti - sindaci, assessori, presidenti di fondazioni, sponsor, l’assessore regionale Massimo Mezzetti - cosa è la manifestazione: «A noi interessa soprattutto che i nostri visitatori stanno 2,5 giorni in media a dormire a Modena. Abbiamo ottenuto l’alto patronato del presidente della Repubblica: arriverà a Muzzarelli un telegramma di Mattarella». Presente anche l’ex direttore Michelina Borsari: «Le arti e le tecniche hanno trasformato il mondo rendendolo artificiale. Per lungo tempo arti e mestiere sono state sovrapposte poi cesure storiche le hanno staccate».
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