Giunta Muzzarelli all’esame del Pd: timidi applausi
di Davide Berti
Un centinaio di persone alla Festa per la serata con sindaco e assessori. Presenti anche Mdp, Lega Nord e comitati
2 MINUTI DI LETTURA
Qualcuno sperava nella pioggia, per evitare di andare alla “conta”. Poi, in realtà, un centinaio di persone ieri sera c’era alla Festa Pd per assistere all’incontro che aveva come protagonista la giunta del Comune di Modena. Una serata “vecchio stampo”, iniziata - indovinate un po’ - con un video che ha celebrato il concerto di Vasco che ha fatto da preambolo al “Muzzarelli pensiero”, sempre con la proverbiale “marcia in più” che dura dalla campagna elettorale del 2014. L’applauso più corposo se lo è preso Giorgio Pighi per aver dato il via alla pedonalizzazione di piazza Roma, per il resto un elenco di cose fatte e di quelle che arriveranno nei prossimi mesi. Tra gli assessori ha spopolato Guerzoni quando ha citato il volontariato. In generale poca sostanza.
Politicamente i dati più interessanti arrivano dalle presenze in platea: di quel centinaio, tolti parenti, consiglieri comunali interessati, facce note precettate e tre dipendenti comunali sono stati avvistati anche Mdp - ma era una serata della maggioranza, e l’assessore Bosi ha varcato la soglia - e la Lega Nord, arrivata ad ascoltare il dibattito.
Dibattito che, in realtà, ha stentato a decollare. La moderazione, affidata al segretario comunale Andrea Bortolamasi, era più che altro un facile assist per servire su un piatto d’argento i due minuti canonici ad ogni assessore. Nel primo giro di palco Bosi sulle slot machine tolte a bar e polisportive, Cavazza sul binomio cultura-scuola, Ferrari su smart city e il festival del digitale che arriverà a Modena a fine mese.
Poi Giacobazzi e la mobilità, Guadagnini e la violenza di genere, Guerzoni e la strategia ambientale. E poi ancora Urbelli sul welfare e Vandelli sull’urbanistica, in rigoroso ordine alfabetico.
La domanda che qualcuno si faceva ieri sera, seduto in platea, era semplice: c’era bisogno di questa passerella, non sarebbe stato meglio aprire i microfoni prima delle 23 per un “tutti contro una (la giunta)”?
E avrebbero così trovato spazio davanti a un pubblico ben più numeroso e interessato le ciclabili, il degrado laddove realmente esiste, il porta a porta, e anche il comitato Vaciglio-Morane, nato per cercare di opporsi alla costruzione dei 550 alloggi a ridosso della frazione al confine con la tangenziale. Sono queste alcune delle domande che oggi Modena pone, che piaccia o no.
E la serata, per quanto fredda, si sarebbe certamente scaldata se le domande fossero state sui problemi delle persone, fatte dalle persone. Una bella occasione, che per gran parte si è persa nel freddo di Ponte Alto.
Politicamente i dati più interessanti arrivano dalle presenze in platea: di quel centinaio, tolti parenti, consiglieri comunali interessati, facce note precettate e tre dipendenti comunali sono stati avvistati anche Mdp - ma era una serata della maggioranza, e l’assessore Bosi ha varcato la soglia - e la Lega Nord, arrivata ad ascoltare il dibattito.
Dibattito che, in realtà, ha stentato a decollare. La moderazione, affidata al segretario comunale Andrea Bortolamasi, era più che altro un facile assist per servire su un piatto d’argento i due minuti canonici ad ogni assessore. Nel primo giro di palco Bosi sulle slot machine tolte a bar e polisportive, Cavazza sul binomio cultura-scuola, Ferrari su smart city e il festival del digitale che arriverà a Modena a fine mese.
Poi Giacobazzi e la mobilità, Guadagnini e la violenza di genere, Guerzoni e la strategia ambientale. E poi ancora Urbelli sul welfare e Vandelli sull’urbanistica, in rigoroso ordine alfabetico.
La domanda che qualcuno si faceva ieri sera, seduto in platea, era semplice: c’era bisogno di questa passerella, non sarebbe stato meglio aprire i microfoni prima delle 23 per un “tutti contro una (la giunta)”?
E avrebbero così trovato spazio davanti a un pubblico ben più numeroso e interessato le ciclabili, il degrado laddove realmente esiste, il porta a porta, e anche il comitato Vaciglio-Morane, nato per cercare di opporsi alla costruzione dei 550 alloggi a ridosso della frazione al confine con la tangenziale. Sono queste alcune delle domande che oggi Modena pone, che piaccia o no.
E la serata, per quanto fredda, si sarebbe certamente scaldata se le domande fossero state sui problemi delle persone, fatte dalle persone. Una bella occasione, che per gran parte si è persa nel freddo di Ponte Alto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
