Predoni di rame e piombo nella rete dei carabinieri
Operazioni a Mirandola, Finale, Campogalliano e Carpi: sette denunciati Rubate tonnellate di cavi elettrici, ferro e batterie da tombini e isole ecologiche
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Che il rame, il ferro e il piombo siano elementi chimici ormai piuttosto pregiati è ormai cosa risaputa, soprattutto se rivenduta sul mercato nero in quantità imponenti. E così i predoni non si lasciano sfuggire ogni occasione per fare irruzione all’interno di isole ecologiche, aziende di stoccaggio e centraline di smistamento dell’energia per razziare quello che trovano. Ma di questa strategia i carabinieri ne sono pienamente a conoscenza e non a caso, nei mesi scorsi, si arrivò addirittura ad alcuni arresti per i colpi nei centri di raccolta pubblici con un neppure troppo velato messaggio ad Aimag, responsabile del limitato controllo delle aree di stoccaggio. Ma per cercare di contrastare gli specialisti del furto, l’Arma ha messo in campo una serie di controlli specifici per intercettare i trasportatori illegali. E il piano ha dato subito i frutti attesi con sette denunce nel giro di poche ore.
A Campogalliano, ad esempio, sono finiti nei guai tre tunisini, uno dei quali clandestino, perché si stavano recando in dogana alla guida di un furgone stipato di cavi elettrici. Il sospetto che le 3.5 tonnellate di bottino fossero state rubate dai tombini dell’Enel o comunque di un distributore di energia elettrica e per questo sono in corso verifiche incrociate per risalire ad eventuali denunce. Tutto il materiale, ipotizzano gli inquirenti, era destinato a qualche carico pronto per raggiungere i paesi esteri.
I carabinieri di San Martino Spino, invece, hanno denunciato un italiano ed un marocchino pregiudicati perché responsabili della sottrazione di una dozzina di batterie esauste, che erano stivate all’isola ecologica di Geovest. L’intento era di portarle lontano per poi estrarre il piombo, riciclabile ad uso industriale. Lo stesso interesse lo aveva anche un 64enne di Carpi, bloccato mentre se ne andava dal centro di raccolta di Aimag in via Pezzana nella città dei Pio. Con sé aveva 10 batterie, a dimostrazione di come sia ancora altissimo l’interesse per prodotti che ai più sembrerebbero inutili scarti da discarica.
A completare l’opera ci hanno pensato i carabinieri di Mirandola quando hanno intercettato un furgone con a bordo tre nomadi, domiciliati tra la città dei Pico, Carpi e Correggio. Sono stati fermati e controllati: nel cassone avevano stoccato sei quintali di materiale ferroso, che viene raccolto o “elemosinandolo” nelle officine oppure addirittura rubato nei piazzali delle aziende della Bassa per poi essere reimmesso sul mercato parallelo.
A Campogalliano, ad esempio, sono finiti nei guai tre tunisini, uno dei quali clandestino, perché si stavano recando in dogana alla guida di un furgone stipato di cavi elettrici. Il sospetto che le 3.5 tonnellate di bottino fossero state rubate dai tombini dell’Enel o comunque di un distributore di energia elettrica e per questo sono in corso verifiche incrociate per risalire ad eventuali denunce. Tutto il materiale, ipotizzano gli inquirenti, era destinato a qualche carico pronto per raggiungere i paesi esteri.
I carabinieri di San Martino Spino, invece, hanno denunciato un italiano ed un marocchino pregiudicati perché responsabili della sottrazione di una dozzina di batterie esauste, che erano stivate all’isola ecologica di Geovest. L’intento era di portarle lontano per poi estrarre il piombo, riciclabile ad uso industriale. Lo stesso interesse lo aveva anche un 64enne di Carpi, bloccato mentre se ne andava dal centro di raccolta di Aimag in via Pezzana nella città dei Pio. Con sé aveva 10 batterie, a dimostrazione di come sia ancora altissimo l’interesse per prodotti che ai più sembrerebbero inutili scarti da discarica.
A completare l’opera ci hanno pensato i carabinieri di Mirandola quando hanno intercettato un furgone con a bordo tre nomadi, domiciliati tra la città dei Pico, Carpi e Correggio. Sono stati fermati e controllati: nel cassone avevano stoccato sei quintali di materiale ferroso, che viene raccolto o “elemosinandolo” nelle officine oppure addirittura rubato nei piazzali delle aziende della Bassa per poi essere reimmesso sul mercato parallelo.
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