Vigili, la Brexit di Vignola Ma l’Unione tiene i mezzi
Pelloni prepara la strada per l’uscita dal Corpo Unico della polizia municipale Lunedì la commissione. Franceschini: «Noi andiamo avanti e le auto sono nostre»
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VIGNOLA. È molto probabile che, presto, Vignola uscirà dal Corpo Unico di polizia municipale dell’Unione, per andare a fare parte per se stessa o, al più, assieme a Savignano, che è uscita dal Corpo Unico già nel 2009. La notizia ovviamente non è ancora ufficiale, perché una simile decisione la può assumere solo il consiglio comunale, che sempre secondo alcuni rumors potrebbe già essere quello in programma il 27 settembre. C’è già tuttavia un primo atto, messo nero su bianco: la convocazione della prima commissione consigliare, prevista per lunedì alle 18, in cui i rappresentanti di maggioranza e minoranza facenti parte della commissione discuteranno prima del consiglio comunale i vari punti che andranno poi in consiglio, tra cui spicca un ordine del giorno che suona come una decisione grande un macigno: «Convenzione per il trasferimento all’Unione Terre di Castelli delle funzioni di polizia amministrativa locale. Costituzione del Corpo Unico. Revoca della deliberazione del consiglio comunale n. 46 in data 30 maggio 2007 e successive modifiche e integrazioni». Tradotto, si parlerà della possibile, se non probabile, uscita di Vignola dal Corpo Unico. Per il momento il sindaco di Vignola, Simone Pelloni, preferisce non replicare alle dichiarazioni che giungono dal fronte Pd, molto contrariato per la decisione che sta per prendere Vignola, anche perché il Corpo Unico si troverebbe mozzato del Comune capofila. Il primo cittadino ha comunque promesso una spiegazione dettagliata di questa eventuale decisione, con tanto di motivazioni politiche e tecniche, quando gli atti saranno ufficiali. Dall’altra parte, intanto, l’assessore alla municipale dell’Unione, Fabio Franceschini, dice: «Abbiamo parlato tre volte in Giunta dell’Unione di questo argomento, e per tre volte Pelloni ha ribadito che voleva uscire. Ma Vignola non pensi che, nel caso, l’Unione sia così generosa nella divisione dei mezzi solo perché Vignola rappresenta un quarto della popolazione dell’Unione. Quei mezzi li ha comprati l’Unione e rimarranno ad essa. In ogni caso il Corpo Unico andrà avanti, con o senza Vignola». Pure dal Pd di Vignola piovono critiche. «Come Gruppo consiliare – afferma il Pd - esprimiamo tutta la nostra preoccupazione e contrarietà per una decisione che rischia di avere pesanti ricadute sulla qualità dei servizi erogati alla collettività e sui costi che una simile impresa farebbe ricadere sulle casse comunali. La sicurezza è un tema delicato e importante, che i cittadini avvertono come sensibile, e non può essere trattato con superficialità o, peggio, come strumento di mera propaganda politica». (m.ped.)
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