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Due fusioni tra i Comuni, il fallimento è quasi servito

Due fusioni tra i Comuni, il fallimento è quasi servito

Brusca frenata per Bomporto e Bastiglia quando sembrava cosa ormai fatta Nell’Area Nord si sfilano tutti e Mirandola rimane sola con Medolla e San Prospero

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Genesi di fusioni tra Comuni che sembravano aver imboccato una strada di ormai scontata fattibilità e che invece ora si sono impantanati: Bomporto e Bastiglia erano promessi sposi, avevano pressoché fissato anche la data - le elezioni amministrative del 2019 - avevano uno studio di fattibilità già ampiamente sviscerato e soltanto da declinare sul territorio, ma qualcosa si è inceppato. Da tempo, infatti, la macchina che dovrà portare al Comune unico non gira più come dovrebbe. È vero che gli impegni quotidiani delle rispettive amministrazioni sono prioritari, ma non c’è più quel feeling di alcuni mesi. Qualcuno sussurra di alcuni screzi in casa Pd nella più che attesa spartizione di ruoli e incarichi, una tesi che viene respinta dal sindaco Alberto Borghi: «Abbiamo dovuto affrontare i piani di emergenza comunali che ci hanno assorbito molte energie ma a breve ci sarà un incontro. Credo che prima di parlare di fusione si debba fare un’attenta opera di informazione con le persone per spiegare a cosa si ambisce e quali potrebbero essere i cambiamenti».

Sì, perché le persone saranno poi quelle chiamate a decidere, con un referendum, se la fusione s’ha da fare. «C’è tutto il tempo - prosegue Borghi - per sensibilizzare i cittadini: il 2018 dovrebbe essere l’anno giusto per farlo in attesa di sciogliere i Consigli comunali e andare al voto nel 2019 per un Comune unico».

Ma se lo spiraglio, in quella lingua di terra tra Panaro e Secchia, resta aperto con una possibile soluzione in tempi ragionevoli, nell’Area Nord finisce tutto rimandato a data da destinarsi, ossia non prima del 2024. Ne hanno dovuto prendere coscienza le amministrazioni ancora disponibili a ragionarne fin da subito. Su nove, infatti, ne sono rimaste tre al tavolo ossia Mirandola, Medolla e San Prospero, con le ultime due realtà che già in passato avevano abbozzato un tentativo di fusione - insieme a Cavezzo - tanto che San Prospero si era pure fatto tentare dal Comune unico con Bastiglia e Bomporto. Nella Bassa in tanti non ritengono i tempi ancora maturi. Lo studio di fattibilità di fusione a otto (Finale non è mai stato disponibile e anche San Possidonio si era defilato) sta ancora rimbalzando tra vari uffici municipali e non è mai stato illustrato ai cittadini e quindi pensare ad un progetto unitario fin dalle elezioni 2019 sarebbe stata una corsa contro il tempo. Concordia, pur dicendosi favorevole, è stata l’ultima municipalità a declinare la proposta e così il maxi Comune viene rinviato. Anche qui non sono mancati i confronti - legittimi - su chi sarebbe dovuto essere il candidato sindaco e allora i prossimi cinque anni saranno necessari per avviare un vero percorso partecipato e informativo.(fd)

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