Gazzetta di Modena

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La solidarietà va in campo per la riapertura del Bora

di Gabriele Farina
La solidarietà va in campo per la riapertura del Bora

Formigine. La squadra dei Dj e la Nazionale amputati protagonisti con lo Smile per la festa sul rettangolo di gioco comunale completamente rifatto

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FORMIGINE. Piccoli e grandi, deejay e amputati tutti insieme per una nuova festa tra sport e solidarietà. Alle 18.20 di ieri giunge nel capoluogo il taglio del nastro per il campo Bora. Il manto dello storico rettangolo di gioco di viale dello Sport è stato messo a nuovo. Un restyling che avrebbe potuto rappresentare un’iniziativa di poco conto se non fosse che a Formigine è diventato un evento a 360 gradi. Tutto parte, come doveroso, dal terreno di gioco, in cui si sfidano i padroni di casa della Pgs (acronimo che indica la Polisportiva giovanile salesiana) Smile, gli atleti della Nazionale deejay e gli azzurri della Nazionale amputati. I secondi sono ormai ospiti fissi dalle parti del castello. Vanno nelle scuole e diventano ambasciatori dei veri valori dello sport; si allenano in palestra e dimostrano di poter essere in campo con tutti, “normodotati” compresi. Ieri ne offrono un’ulteriore dimostrazione secondo una formula collaudata da tempo: non una semplice rappresentativa, ma una vera e propria contaminazione. In ogni squadra, infatti, c’è almeno un giocatore che gioca con le stampelle. Non scalda la panchina. È in campo, lotta, suda, scalcia e si mette in evidenza come tutti gli altri. Uno di loro è anche deejay ed ecco un altro tassello della giornata di ieri. In serata, infatti, i Dj dello storico Picchio Rosso offrono un revival in centro. Ancor prima, si scaldano e prendono parte all’appuntamento sportivo sul nuovo manto erboso. Per loro è un’emozione giocare con atleti in stampelle. «C’è l’abitudine di considerare il male di serie A, B, C – afferma Guido Gheri, presidente della Nazionale dei disc jockey – ma soltanto chi conosce il dolore può comprendere la sofferenza. Per noi siete tutti di serie A». Tra i giovani che corrono sul nuovo terreno c’è anche chi è più serio degli altri. Veste in completo giallonero e deve stare attento alle azioni, pronto a intervenire con la bandierina che ha in mano per segnalare un fuorigioco o un fallo. È Damiano Bellini, arbitro formiginese 12enne, già protagonista di un’iniziativa a favore dell’integrazione, grazie a cui ha vinto un premio del Csi. Prima dell’inizio del torneo, don Paolo Biolchini sottolinea appropriatamente il valore della «solidarietà nel nome dello sport», rimarcando che «bisogna sapere non soltanto vincere, ma giocare». Vincenti si augurano di essere gli atleti che da oggi potranno ravvivare l’atmosfera dentro e fuori il Bora. «Far fare un salto di livello al campo costa fatica – sottolinea Giuseppe Bandieri, presidente della Pgs Smile – e se siamo arrivati a questa inaugurazione è grazie all’aiuto di tutti. Adesso serve il rispetto delle regole accanto a un percorso di crescita dello sport per mantenere il campo così com’è adesso».

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