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No all’uscita dai Vigili dell’Unione

Vignola. Il Sulpl contro la decisione del Comune. «Più costi e minor sicurezza»

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VIGNOLA. Dopo le ultime indiscrezioni di questi giorni che danno alquanto probabile l’uscita di Vignola dal Corpo Unico di polizia municipale, sulla questione interviene il Sulpl, il sindacato che rappresenta la grande maggioranza dei vigili in forza al Corpo Unico. «Questo Sulpl – spiega il coordinatore Federico Coratella – è rimasto sorpreso dalla notizia della volontà dell’amministrazione di uscire dal Corpo unico di polizia locale. La sorpresa deriva da quattro punti fondamentali. Primo: Vignola assorbe più del 50% del tempo lavoro di tutti i 52 operatori di polizia locale dell’Unione e, se esce, potrà avere al massimo circa un terzo degli attuali agenti (quindi non saranno più garantite le sere durante tutti i giorni della settimana). Secondo: i servizi per Vignola diminuiranno sicuramente con meno mezzi e meno servizi al cittadino (ad esempio i veicoli sono tutti dell’Unione, la sede del polo della sicurezza non verrà fatta, etc.). Terzo: ci saranno spese maggiori per il Comune e per l’Unione e non più soldi ricevuti dalla Regione, oltre alla impossibilità di assumere personale visti i tetti di spesa più vincolanti per i comuni a differenza delle unioni. Quarto: ci saranno minori investimenti per gli agenti e per la sicurezza di Vignola, vista la minore possibilità di spesa, con il personale che si dovrà sobbarcare tutti gli oneri provocati da questa scelta. Per questo – prosegue Coratella - vogliamo dire alla cittadinanza e al sindaco che nonostante le sirene per il “Vignol – Exit” noi siamo a favore del servizio in Unione che, nonostante le difficoltà, negli ultimi anni ha permesso di avere il servizio notturno per tutti i Comuni aderenti fino alle 2 tutti i giorni dell’anno. Che ha permesso di gestire tutte le feste locali della città, anche grazie alla sinergia dei vari presidi, che ha permesso di fare vari arresti in ambito di spaccio di droga e di sventare vari tentativi di furto in abitazioni e negozi. Inoltre, il Corpo Unico ha permesso di fare controlli mirati sul lavoro nero e sulla tutela del consumatore e di fare maggiore controllo stradale e ambientale. Ricordiamo infine che Savignano, dopo il divorzio di qualche anno fa, ora valutava il ritorno in Unione in tale servizio, poiché non c’era stato un riscontro positivo come ci si aspettava. Ormai con le norme nazionali i Comuni da soli non riescono ad assumere il personale che sarebbe necessario, infatti oggi a Savignano sono rimasti solo 5 operatori di polizia lontani dagli 8 di qualche anno fa».

Marco Pederzoli

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