Overdose: sparito lo spacciatore
Modenese morta di eroina: il pusher ha l’obbligo di firma ma non si presenta
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Convalidato il fermo di polizia, è stato rilasciato con l’obbligo di presentarsi tutti i giorni dai carabinieri di viale Tassoni a firmare. Ma L.W., il nigeriano 28enne clandestino accusato di aver fornito le ultime dosi di droga alla sua vittima - una modenese 37enne - è già uccel di bosco. Alla caserma di viale Tassoni non si è presentato, saltando subito la prima firma.
Gli investigatori che seguono il caso ritengono che il giovane africano sia uno spacciatore di fiducia per alcuni tossicomani in città. E lo era probabilmente anche per la modenese morta il 7 settembre nel suo appartamento in presenza del compagno. Da lui, ha riferito l’uomo distrutto dal dolore, la donna ha comperato due dosi di eroina. Dosi che si è iniettata. Compresa la dose che comprendeva un mix di eroina e cocaina che ha portato all’overdose letale.
Per questi motivi, trovato e fermato quasi subito dai carabinieri, il giovane è stato accusato non solo di spaccio ma di “morte come conseguenza di altro reato”, ovvero di aver ceduto una dose che ha provocato la morte sapendo che poteva accadere. Inoltre, nella sua formulazione, all’accusa di spaccio è stata aggiunta l’ipotesi più pesante.
Tuttavia, il giudice delle udienze preliminari ha ritenuto che la vicenda fossa da inquadrare diversamente. Lo spaccio consisteva in due sole dosi di eroina e non è assolutamente provato che a provocare la morte della modenese sia stata droga tagliata male o comunque tale da provocare un’overodose. Non è neppure detto che lo spacciatore nigeriano - proprio perché ritenuto “professionale” nei suoi rapporti coi clienti - abbia voluto rifilare “roba” così scadente da provocare la morte. Infine, bisognerà aspettare l’autopsia per avere notizie più approfondite sull’ultima iniezione.
Quindi, siccome non era un caso di spaccio particolarmente grave per la quantità ceduta e siccome non c’è prova che la droga fosse tagliata male, il giudice ha disposto che il giovane tornasse in libertà ma con l’obbligo di presentarsi dai carabinieri, che stanno svolgendo le indagini. L’appuntamento era fossato con la caserma di viale Tassoni ma dal primo giorno non si è presentato. E quindi ora questa sua inadempienza verrà segnalata al magistrato che avvierà un ulteriore procedimento nei suoi confronti.
Gli investigatori che seguono il caso ritengono che il giovane africano sia uno spacciatore di fiducia per alcuni tossicomani in città. E lo era probabilmente anche per la modenese morta il 7 settembre nel suo appartamento in presenza del compagno. Da lui, ha riferito l’uomo distrutto dal dolore, la donna ha comperato due dosi di eroina. Dosi che si è iniettata. Compresa la dose che comprendeva un mix di eroina e cocaina che ha portato all’overdose letale.
Per questi motivi, trovato e fermato quasi subito dai carabinieri, il giovane è stato accusato non solo di spaccio ma di “morte come conseguenza di altro reato”, ovvero di aver ceduto una dose che ha provocato la morte sapendo che poteva accadere. Inoltre, nella sua formulazione, all’accusa di spaccio è stata aggiunta l’ipotesi più pesante.
Tuttavia, il giudice delle udienze preliminari ha ritenuto che la vicenda fossa da inquadrare diversamente. Lo spaccio consisteva in due sole dosi di eroina e non è assolutamente provato che a provocare la morte della modenese sia stata droga tagliata male o comunque tale da provocare un’overodose. Non è neppure detto che lo spacciatore nigeriano - proprio perché ritenuto “professionale” nei suoi rapporti coi clienti - abbia voluto rifilare “roba” così scadente da provocare la morte. Infine, bisognerà aspettare l’autopsia per avere notizie più approfondite sull’ultima iniezione.
Quindi, siccome non era un caso di spaccio particolarmente grave per la quantità ceduta e siccome non c’è prova che la droga fosse tagliata male, il giudice ha disposto che il giovane tornasse in libertà ma con l’obbligo di presentarsi dai carabinieri, che stanno svolgendo le indagini. L’appuntamento era fossato con la caserma di viale Tassoni ma dal primo giorno non si è presentato. E quindi ora questa sua inadempienza verrà segnalata al magistrato che avvierà un ulteriore procedimento nei suoi confronti.
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