Cpl-Consip: Ultimo replica alle accuse di Musti: "Ci disse: ex prefetto e Cc a Modena collusi con le coop"
Musti, avrebbe parlato al Csm di colloqui con il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto e con il colonnello Sergio De Caprio, l'ex capitano Ultimo. Scafarto, indagato dalla Procura di Roma per falso nell'indagine Consip, avrebbe detto al Pm di Modena: «Scoppierà un casino, arriviamo a Renzi». Un'anticipazione sugli sviluppi di un lavoro investigativo che Musti non avrebbe gradito.
MODENA. Polemiche dopo la pubblicazione dei verbali dell'audizione al Csm di Lucia Musti, procuratore di Modena. Il magistrato ha riferito di parole che le avrebbero detto il capitano dei carabinieri del Noe Gianpaolo Scafarto e il colonnello Sergio De Caprio, capitano Ultimo, ai tempi delle indagini su Cpl trasmesse da Napoli. Ultimo attacca: «È stata supportata in tutto quello che ci ha liberamente richiesto, compresa la presenza del capitano Scafarto a Modena, compreso il fatto di non informare delle indagini il comandante provinciale dei carabinieri di Modena e la prefettura perché li considerava collusi con le cooperative rosse su cui da tempo indagava autonomamente». «Non commento le dichiarazioni di De Caprio. Risponderò solo alle domande dei magistrati della Procura della Repubblica di Roma», ha detto il Pm.
LA REPLICA DELL'EX PREFETTO DI MODENA MICHELE DI BARI. "I rapporti con la dott.Lucia Musti, cui serbo profonda stima, sono stati sempre improntati al reciproco rispetto delle competenze e attribuzioni ed alla leale collaborazione istituzionale". Così, all'ANSA, Michele di Bari , già prefetto di Modena e ora a Reggio Calabria, commentando le "asserite dichiarazioni" attribuite alla Procuratrice di Modena nei confronti dei carabinieri e della prefettura, spiegando di chiarire "soltanto per spirito di verità". Nel merito - aggiunge Di Bari - "la procura indagò su un funzionario della prefettura per una vicenda legata ad una cooperativa. Nel 2016 il Procuratore Musti ne ha chiesto l'archiviazione per infondatezza della notizia di reato all'esito delle indagini svolte. Infatti l'ipotesi corruttiva tra il dipendente della Prefettura e il Presidente della cooperativa come inizialmente ipotizzata dagli organi investigativi non trovò conferma. Sul punto il Procuratore Musti non poteva e non doveva fornire alcuna notizia su ciò che era oggetto di indagine".
LA REPLICA DI STEFANO SAVO EX COMANDANTE CC Contattato dall'ANSA il colonnello Stefano Savo, ex comandante provinciale dei carabinieri a Modena, non ha voluto commentare le parole riferite dal capitano Ultimo in merito a un invito da parte del procuratore capo di Modena, Lucia Musti, a non informare, nel 2015, dell'indagine Consip il comandante provinciale dei carabinieri di Modena e la prefettura perch li considerava "collusi con le cooperative rosse su cui da tempo indagava autonomamente". Savo nel 2015 ricopriva il ruolo di comandante provinciale dei carabinieri modenesi.
LE DICHIARAZIONI AL CSM. «Se vuole, ha una bomba in mano. Lei può far esplodere la bomba. Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi». Così, in più di un incontro tra Modena e Roma, il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto, indagato per falso nell'ambito dell'indagine sul caso Consip, e il colonnello Ultimo si rivolsero alla procuratrice di Modena Lucia Musti. Sono le frasi riferite dalla magistrata durante l'audizione tenuta il 17 luglio scorso al Csm come riportato oggi da Repubblica, Corriere della Sera e dal Messaggero. I colloqui, riferisce Repubblica, risalgono alla primavera del 2015: ad aprile di quell'anno, la Procura di Modena aveva appena ricevuto gli atti dell'inchiesta sugli affari della coop Cpl Concordia, aperta dalla Procura di Napoli e poi trasmessa per competenza territoriale nella città emiliana. È la stessa procuratrice a ricostruire i retroscena durante la seduta di oltre due ore e mezza davanti alla prima commissione del Csm. Nel corso dell'audizione, riferisce il quotidiano, «racconta di aver visto Scafarto e Ultimo particolarmente 'spregiudicatì e come 'presi da un delirio di onnipotenza».
Il procuratore di Modena Lucia Musti, contattata dall'ANSA, sceglie di rimanere in silenzio sulle frasi a lei attribuite e pubblicate su Repubblica e Corriere della Sera, riferite alla sua audizione al Csm dello scorso luglio. Musti, secondo i quotidiani, avrebbe parlato al Csm di colloqui con il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto e con il colonnello Sergio De Caprio, l'ex capitano Ultimo. Scafarto, indagato dalla Procura di Roma per falso nell'indagine Consip, avrebbe detto al Pm di Modena, secondo quanto le attribuisce il Corriera della Sera: «Scoppierà un casino, arriviamo a Renzi». Un'anticipazione sugli sviluppi di un lavoro investigativo che Musti non avrebbe gradito. Inoltre, dopo che a Modena era stato trasmesso dai Pm di Napoli Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giuseppina Loreto uno stralcio dell'inchiesta su Cpl-Concordia, con allegata un'informativa in cui erano inserite intercettazioni tra il generale della Gdf Michele Adinolfi e l'allora premier Matteo Renzi, De Caprio le avrebbe detto: «Lei ha una bomba in mano, se vuole la può far esplodere». Musti avrebbe riferito di aver pensato che quei carabinieri erano «degli esagitati». Secondo quanto riportato da Repubblica la magistrata si sarebbe sentita quasi messa sotto pressione, come se la sua libertà e le sue prerogative di capo di una Procura potessero in qualche misura essere coartate. Il verbale di Musti al Csm, che rientra in un accertamento avviato per far luce sulla fuga di notizie del luglio 2015 riguardante proprio le telefonate tra Renzi e Adinolfi, è stato inviato ai Pm di Roma per approfondimenti.
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