serramazzoni
Esposto in Procura sugli attacchi dei cani
SERRAMAZZONI. È stato presentato ieri un esposto in Procura sul caso di TJ, il pastore maremmano di otto anni ucciso domenica da un attacco predatorio nell’allevamento dei fratelli Lupelli, a...
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SERRAMAZZONI. È stato presentato ieri un esposto in Procura sul caso di TJ, il pastore maremmano di otto anni ucciso domenica da un attacco predatorio nell’allevamento dei fratelli Lupelli, a Pompeano. Il cane di 60 chili è stato assalito nella schiena e non alla gola come sono soliti fare i lupi, di qui il sospetto che i quattro animali visti tra il buio fossero cani inselvatichiti. L’Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente), attraverso il suo presidente Lorenzo Croce, ha chiesto alla Procura di eseguire un’autopsia sul corpo di TJ per capire se le ferite sono compatibili con quelle inferte dai cani e di ricostruire l’episodio verificando se è legato ad altre predazioni in zona.
Nel caso fosse confermato l’assalto di cani, l’Aidaa chiede di chiamare in causa, come per gli altri episodi, i sindaci per mancata cattura dei cani.
Da parte sua Piero Milani, responsabile de “Il Pettirosso” conferma l’improbabilità di una responsabilità di lupi e precisa: «Non credo siano nemmeno cani inselvatichiti, ma cani fuggiti al controllo dei loro padroni. Abbiamo riscontrato già diversi casi nella fascia pedemontana di animali che scodinzolano nel cortile di casa e poi, dopo essere scappati, diventano predatori feroci. I sindaci devono intervenire, prima che ci vada di mezzo magari qualche bambino. Ma diversi Comuni sono tuttora sprovvisti della convenzione per l’accalappiamento». (d.m.)
Nel caso fosse confermato l’assalto di cani, l’Aidaa chiede di chiamare in causa, come per gli altri episodi, i sindaci per mancata cattura dei cani.
Da parte sua Piero Milani, responsabile de “Il Pettirosso” conferma l’improbabilità di una responsabilità di lupi e precisa: «Non credo siano nemmeno cani inselvatichiti, ma cani fuggiti al controllo dei loro padroni. Abbiamo riscontrato già diversi casi nella fascia pedemontana di animali che scodinzolano nel cortile di casa e poi, dopo essere scappati, diventano predatori feroci. I sindaci devono intervenire, prima che ci vada di mezzo magari qualche bambino. Ma diversi Comuni sono tuttora sprovvisti della convenzione per l’accalappiamento». (d.m.)
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