Gazzetta di Modena

Modena

Finale: i profughi all’ex Casa del popolo

Finale: i profughi all’ex Casa del popolo

Sono cinque, alloggiati a Massa. La rabbia del sindaco: «Ce l’hanno tenuto nascosto». Un’ordinanza per stoppare altri arrivi

3 MINUTI DI LETTURA





FINALE. Si sistemeranno nell’ex casa del popolo di Massa, in un appartamento al primo piano del civico 4 di via per Mirandola, i cinque richiedenti asilo che Caleidos è riuscita ad alloggiare nel territorio del Comune di Finale, aggirando le resistenze annunciate dalla giunta di centrodestra e superando nei fatti le polemiche e le opposte posizioni che si erano innescate.

Ad annunciarlo è la stessa maggioranza finalese, nel Consiglio comunale di ieri sera e in un comunicato al fulmicotone che accusa senza mezzi termini i vertici (di diversa posizione politica) dell’Unione Area Nord, per avere saputo dell’arrivo, tenendolo nascosto ai “nemici” finalesi: «Siamo esterrefatti, per non dire allibiti, dell’atteggiamento dell’unione dei Comuni modenesi area nord e del Prefetto, che non hanno mancato di dimostrare la loro scarsa eleganza e serietà - attacca la nota congiunta del sindaco Sandro Palazzi e della maggioranza - Pensare di poter disporre liberamente del territorio finalese, che fino a prova contraria è governato da un Sindaco, una giunta e un consiglio comunale autonomi e sovrani, è sintomo di atteggiamenti dittatoriali che noi respingiamo al mittente. Nessuno ci ha avvisato preventivamente e direttamente dell’arrivo dei profughi sul nostro territorio; la scoperta è avvenuta casualmente grazie a Maurizio Boetti che, verificando il protocollo in entrata, ha scoperto di una comunicazione avvenuta da Caleidos per “attivare” la Tari nello stabile di via per Mirandola».

La giunta finalese, che non ha alcun accordo di collaborazione con Caleidos, per l’impiego in lavori socialmente utili dei richiedenti asilo, incassa così il colpo, ma annuncia «contromisure per tutelare il territorio».

Come? «Con un’ordinanza che ponga paletti e obblighi a carico dei proprietari di immobili ». Sulla scorta di quella che ha adottato Bondeno, prescrivendo comunicazioni e certificazioni sulla regolarità degli appartamenti da far pervenire preventivamente al Comune.

«Nonostante il silenzio vergognoso delle istituzioni interessate - incalzano Palazzi e colleghi - non abbiamo intenzione di indietreggiare di un millimetro e di mantenere fede alle promesse fatte ai nostri cittadini. Il nostro territorio ha già dato anche troppo in termini di sofferenza e le ferite del sisma 2012 sono ancora aperte e sanguinanti. Lo Stato centrale attraverso le proprie istituzioni non può imporre a un comune epicentro del terremoto anche questa ulteriore sofferenza». Nel frattempo sono sempre più insistenti le voci che altri profughi abbiano già preso casa in altri Comuni della Bassa.

I richiedenti asilo di Massa abiteranno sopra l’alloggio di altri 4 magrebini, operai in regola e altrettanto regolarmente residenti in paese.

«La Prefettura, da febbraio 2017, non ha mai risposto all’interrogazione che abbiamo presentato per sapere i numeri del fenomeno ed in particolare quanti vengono rimpatriati perché non hanno titolo - scrive Antonio Platis, capogruppo Fi nel consiglio Area Nord - L’Unione è un passacarte. Credo che i tempi siano maturi per una manifestazione popolare, magari a Massa, luogo simbolo, per ribadire la nostra contrarietà».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google