L’università in lutto per Noemi
Rettore e docenti vicini al dolore della sorella Benedetta, studentessa di Educazione e Scienze umane
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Spesso un dolore fortissimo e profondo può distruggere l’esistenza di chi lo sta provando, può soffocare le speranze e far abbandonare i propri obiettivi, mettendo nel dimenticatoio volontà e impegno. Eppure per Benedetta Durini, giovane studentessa presso la nostra università, non è così. Nonostante il terribile lutto, la morte per uccisione della sorella, lei non lascerà tutto ma portare a termine il suo ciclo triennale di studi in Scienze dell’Educazione, discutendo la tesi nella sessione autunnale degli esami di laurea alla fine di questo mese.
Benedetta Durini è la sorella di Noemi, la 16enne scomparsa da Specchia, nel Basso Salento, domenica 3 settembre e ritrovata cadavere mercoledì sotto un cumulo di sassi in un uliveto di Castrignano del Capo. Il fidanzato di 17anni ha in seguito confessato l’omicidio. Una vicenda seguita in tutto il Paese e che ha coinvolto direttamente anche l’Università di Modena e Reggio.
Infatti non appena è stata appresa la notizia del ritrovamento del cadavere di Noemi Durini - il direttore del dipartimento di Educazione e Scienze Umane prof. Giorgio Zanetti, anche a nome del Rettore prof. Angelo Oreste Andrisano, ha fatto giungere alla sorella Benedetta Durini, laureanda in Scienze dell’Educazione ad Unimore un messaggio che esprime il cordoglio dell’Ateneo per questo grave e terribile fatto di sangue.
«Sempre la scomparsa di una persona giovane – recita il messaggio - ha in sé qualcosa di crudele, di straziante. La si percepisce come qualcosa di innaturale profondamente ingiusto. Ma tanto più intenso è lo strazio quando una giovane esistenza, nell’atto stesso di affacciarsi alla vita, viene spezzata dall’assurdo orrore della violenza. Turbati e sgomenti, i professori del Dipartimento di Educazione e Scienze umane anche a nome del Rettore Unimore prof. Angelo Andrisano si stringono commossi a lei e ad suoi cari in questo frangente di indicibile dolore e desiderano farle sentire tutta la loro vicinanza». «Ci è di grande conforto - conclude il messaggio - apprendere della sua decisione, nonostante tutto, di essere a Reggio Emilia alla fine di settembre per portare a termine il suo ciclo triennale di studi in Scienze dell’Educazione, discutendo la tesi nella sessione autunnale degli Esami di Laurea. Ammiriamo la volontà e il coraggio che animano tale decisione. Si tratta per noi, nel buio, di un segno di luce e di vita».
Benedetta Durini è la sorella di Noemi, la 16enne scomparsa da Specchia, nel Basso Salento, domenica 3 settembre e ritrovata cadavere mercoledì sotto un cumulo di sassi in un uliveto di Castrignano del Capo. Il fidanzato di 17anni ha in seguito confessato l’omicidio. Una vicenda seguita in tutto il Paese e che ha coinvolto direttamente anche l’Università di Modena e Reggio.
Infatti non appena è stata appresa la notizia del ritrovamento del cadavere di Noemi Durini - il direttore del dipartimento di Educazione e Scienze Umane prof. Giorgio Zanetti, anche a nome del Rettore prof. Angelo Oreste Andrisano, ha fatto giungere alla sorella Benedetta Durini, laureanda in Scienze dell’Educazione ad Unimore un messaggio che esprime il cordoglio dell’Ateneo per questo grave e terribile fatto di sangue.
«Sempre la scomparsa di una persona giovane – recita il messaggio - ha in sé qualcosa di crudele, di straziante. La si percepisce come qualcosa di innaturale profondamente ingiusto. Ma tanto più intenso è lo strazio quando una giovane esistenza, nell’atto stesso di affacciarsi alla vita, viene spezzata dall’assurdo orrore della violenza. Turbati e sgomenti, i professori del Dipartimento di Educazione e Scienze umane anche a nome del Rettore Unimore prof. Angelo Andrisano si stringono commossi a lei e ad suoi cari in questo frangente di indicibile dolore e desiderano farle sentire tutta la loro vicinanza». «Ci è di grande conforto - conclude il messaggio - apprendere della sua decisione, nonostante tutto, di essere a Reggio Emilia alla fine di settembre per portare a termine il suo ciclo triennale di studi in Scienze dell’Educazione, discutendo la tesi nella sessione autunnale degli Esami di Laurea. Ammiriamo la volontà e il coraggio che animano tale decisione. Si tratta per noi, nel buio, di un segno di luce e di vita».
