Gazzetta di Modena

Modena

Modena: dopo 7 anni ritrova il cane perduto: «Merito del canile»

di Patrizia Cantusci
Modena: dopo 7 anni ritrova il cane perduto: «Merito del canile»

L’animale si era perso nel 2010 e la padrona era rassegnata In agosto la telefonata emozionante: «Grazie al microchip» 

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «L’ho sognato di notte per molto tempo. Erano brutti sogni, incubi veri. I pensieri più neri mi scorrevano nella mente. Randagio, maltrattato, seviziato, morto su una strada che non avrebbe percorso di sua volontà perché non si allontanava mai molto. È stato un lungo periodo di sofferenza e di ricerche».

Nives Loschi ricorda i sette anni senza il suo Pirillo, cane di “razza incerta”. Dieci chili di peso e vivacità che in un giorno di bruma dell’autunno 2010 sparisce insieme al padre Romeo, identico a lui, dal terreno di una azienda agricola modenese coltivata a gasparossa e pere dove è nato e viveva. Senza fare ritorno. Fino al 12 agosto scorso.

«Il 9 ottobre 2010 ne denunciammo la scomparsa all’anagrafe canina e a vari canili della zona, distribuendo anche manifestiti con foto e recapiti. Premetto che andavo in azienda tutti i giorni. Lì per lì diedi importanza relativa al fatto che Romeo e Pirillo fossero spariti. Sapevo della loro vivacità. Della inquietudine che li portava da qualche cagnetta nei paraggi. Assenti al momento del pasto, però, ho capito che non sarebbero più tornati. Iniziò la mia sofferenza. Uno stato emozionale dovuto alla impossibilità di conoscere il loro destino. Non l’auguro a nessuno. Chi ama gli animali potrà capirmi».

Nel 2010 Pirillo aveva quattro anni. Dove sia stato in questi sette anni non è dato sapere. La certezza torna l’8 agosto scorso nel canile di Modena dove si accorgono subito che quel trovatello aveva un microchip. Il numero di telefono dava il nominativo del padrone, però, nel frattempo, Nives aveva cambiato casa. Si era trasferita nell’azienda per viverci stabilmente e aveva lasciato l’appartamento modenese alla figlia, che si precipita nel canile prima di informare la madre. Sapeva della sofferenza e non voleva darle motivo di una qualche, ulteriore, delusione. Era il 12 agosto. «Mi telefona, mi dice «mamma, ha chiamato il canile, hanno trovato Pirillo, vado a prenderlo».

Le ho risposto che non era possibile, che sette anni sono tanti e troppi per un cane senza accudimento e difese. Sono corsa da lei. Strada facendo ripensavo a quella cucciolata di Romeo. Avevamo deciso di cipparli tutti prima di darli a famiglie di fiducia. Pirillo era rimasto con me. Col suo caratterino mi aveva conquistata subito. Ricordo che entrai col batticuore nel garage di mia figlia, costretta a metterlo lì perché in casa ha il fratello di Pirillo, Pippo, ed erano stati sul punto di azzuffarsi. Mi ha riconosciuta subito. Mi è saltato addosso. Lo guardavo, incredula. Ora, qui in casa, me la sta facendo pagare. Mi ha sempre tiranneggiata e lo fa ancora. Borbotta tutto il giorno perché non lo faccio uscire più senza guinzaglio. Smette solo quando si addormenta. Il resto del giorno corre dappertutto, incessantemente, nonostante i suoi undici anni. Assume posizioni buffe per accentrare l’attenzione, come il vezzo di sedersi sulle zampe posteriori alzando il resto del corpo e rimanendo immobile. Forse intuisce che ne ridiamo. Ma subito dopo, non ottenuta la libertà di uscirsene da solo, ricomincia a borbottare. So che c’è gente addolorata per la sparizione del proprio beniamino quindi consiglio di cipparli subito. È una buona e utilissima legge. Andrò nei prossimi giorni al canile per sapere come l’8 agosto sia arrivato lì. Rimango con l’idea che sia stato accudito in qualche famiglia perché non lo abbiamo trovato denutrito».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google