si inaugura la mostra
Nanni e la luce di palazzo Ducale
L’artista espone le sue creazioni in sintonia con le opere pittoriche
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Sarà inaugurata questa sera alle 19.30 in occasione del festivalfilosofia la mostra a Palazzo Ducale di Mario Nanni intitolata “Contatto nel godimento delle delizie, lavoro di luce”.
L’artista, che espone le sue opere in un palazzo nel cuore di Bologna, viene definito “artista della luce” perché nei suoi 40 anni di carriera ha dato all’illuminazione un ruolo e un’importanza fondamentali.
A Palazzo Ducale Nanni ha riadattato alcune sue opere. Nella “Galleria di Bacco” ha disposto le creazioni in linea retta, immaginando di ripercorrere gli affreschi sulle pareti, narranti alcune vicende terrene e divine del Dio, in una fila in cui opere e affreschi tentano di diventare un tutt’uno.
Nella Camera dell’Amore ha scelto di mostrare il concetto “l’armonia tra le due luci è l’origine”, disponendo al centro della sala due monoliti, uno rosso e sempre illuminato raffigurante la donna e uno bianco, l’uomo. L’artista ha voluto questa disposizione poiché gli affreschi mostrano uomini pazzi e schiacciati dall’amore per una donna, motivo per cui è l’elemento femminile ad essere messo in risalto: sulle pareti ci sono infatti Sansone e il suo amore per Dalila, Orlando e Angelica, Antonio e Cleopatra.
Tra le opere, presenti anche dodici “Guerrieri della luce”, creazioni in metallo fortemente simboliche che rappresentano “l’esercito” del pensiero dell’artista: le stelle, il sole, il fuoco, la luna, il re della luce, la regina, il guerriero coraggioso, il guerriero di cera e quattro guerrieri dedicati alla riflessione (in ognuno di essi il riflesso di chi li guarda sarà diverso).
Eleonora Alboresi
L’artista, che espone le sue opere in un palazzo nel cuore di Bologna, viene definito “artista della luce” perché nei suoi 40 anni di carriera ha dato all’illuminazione un ruolo e un’importanza fondamentali.
A Palazzo Ducale Nanni ha riadattato alcune sue opere. Nella “Galleria di Bacco” ha disposto le creazioni in linea retta, immaginando di ripercorrere gli affreschi sulle pareti, narranti alcune vicende terrene e divine del Dio, in una fila in cui opere e affreschi tentano di diventare un tutt’uno.
Nella Camera dell’Amore ha scelto di mostrare il concetto “l’armonia tra le due luci è l’origine”, disponendo al centro della sala due monoliti, uno rosso e sempre illuminato raffigurante la donna e uno bianco, l’uomo. L’artista ha voluto questa disposizione poiché gli affreschi mostrano uomini pazzi e schiacciati dall’amore per una donna, motivo per cui è l’elemento femminile ad essere messo in risalto: sulle pareti ci sono infatti Sansone e il suo amore per Dalila, Orlando e Angelica, Antonio e Cleopatra.
Tra le opere, presenti anche dodici “Guerrieri della luce”, creazioni in metallo fortemente simboliche che rappresentano “l’esercito” del pensiero dell’artista: le stelle, il sole, il fuoco, la luna, il re della luce, la regina, il guerriero coraggioso, il guerriero di cera e quattro guerrieri dedicati alla riflessione (in ognuno di essi il riflesso di chi li guarda sarà diverso).
Eleonora Alboresi
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