Natalie Heinich: "Artisti: dall'opera alla personalità"
di Nathalie Heinich*
Nell’arte contemporanea la presenza dell’artista è sempre meno richiesta nel processo di fabbricazione materiale. Allo stesso tempo, però, si sposta verso il processo di messa in circolazione dell’ope...
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Nell’arte contemporanea la presenza dell’artista è sempre meno richiesta nel processo di fabbricazione materiale. Allo stesso tempo, però, si sposta verso il processo di messa in circolazione dell’opera, in cui si richiede sempre di più all’artista di presenziare di persona, ed in ciò il paradigma contemporaneo non ha praticamente niente in comune con il paradigma classico. Sono queste due direzioni di movimento apparentemente contraddittorie – la perdita di presenza dell’artista nella fabbricazione dell’opera e il suo aumento nella messa in circolazione – a delineare le principali specificità dell’arte contemporanea. La presenza dell’artista di persona serve a guadagnarsi il favore dello spettatore, come anche dello specialista, soprattutto quando l’opera rompe troppo chiaramente con le aspettative estetiche. Questa presenza in supporto della creazione è diventata centrale, addirittura indispensabile, nell’ambito della circolazione o pubblicizzazione dell’opera nel mondo dell’arte. Ormai il lavoro dell’artista si oggettivizza non solo nella materialità della cosa prodotta, ma anche in una serie di atti. Alcuni hanno addirittura scelto questa centralità della presenza dell’artista in persona nel mondo dell’arte come soggetto della loro opera: si pensi per esempio ad André Cadere, passato alla storia per le sue apparizioni ai vernissage e per il materializzarsi delle sue barre di legno rotonde. Questa centralità del rapporto con la persona dell’artista nella percezione e valutazione delle opere d’arte contemporanea si manifesta, in particolare, nelle procedure di valutazione istituzionale attraverso l’importanza del curriculum vitae dell’artista, quantomeno nel caso in cui si trovi ad essere ancora poco conosciuto. Il principale criterio di qualità che dirige le decisioni dell’esperto non è tanto l’aspetto dell’oggetto proposto all’apprezzamento, quanto piuttosto la coerenza interna relativa al processo di creazione dell’autore. Prima di acquistare un’opera, un curatore o un responsabile delle istituzioni comincia con l’informarsi sull’artista e la sua “pratica” – il suo lavoro precedente, la sua posizione nel mercato o nello spazio istituzionale, lo sviluppo del suo percorso. Di modo che ciò che viene acquistato (un pezzo unico riassunto da un titolo, una data e dei materiali) non coincide con ciò che viene valutato, ossia una pratica riassunta dal nome dell’artista. Ritroviamo qui il passaggio dalla “tela” alla “carriera” proprio del paradigma moderno, con la differenza che le tele diventano nell’arte contemporanea del tutto marginali. Oltre alla valutazione della qualità del suo valore, passare per la persona dell’artista si rivela parimenti necessario in molti casi per la gestione materiale delle sue opere – esposizione, conservazione, restauro. Le installazioni in special modo esigono se non la sua presenza fisica, quantomeno le sue precise istruzioni, trasmesse da qualcuno che ha avuto diretto contatto con l’artista. Senza le istruzioni lasciate dall’artista, può diventare difficile se non impossibile stabilire le modalità precise di allestimento di un’opera. È anche importante, nel mondo dell’arte contemporanea, “incontrare l’artista”: «L’essenziale è incontrare la persona, percepire di che cosa è portatrice, sapere se il suo impegno è totale, capire anche se ci si può andare d’accordo», spiega per esempio un gallerista. L’incontro avviene come minimo per interposta critica, attraverso quel rituale sviluppatosi nelle numerose riviste specializzate che è l’intervista d’artista. Molto più appetibile, perché nettamente più selettivo, è un altro rituale: la visita dell’atelier, riservata a coloro che hanno il privilegio di poter avvicinare l’artista in persona e, se possibile, chiamarlo per nome. I più eminenti collezionisti sono del resto coloro che conoscono personalmente la maggior parte dei “loro” artisti, se non altro poiché una tale vicinanza viene vissuta come uno dei criteri per la valutazione della loro qualità.
*Estratto della Lezione magistrale Carpi, Piazzale Re Astolfo. Sabato 16 settembre ore 11,30.
*Estratto della Lezione magistrale Carpi, Piazzale Re Astolfo. Sabato 16 settembre ore 11,30.
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