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DUE MODEnesi IMPUTATI AL PROCESSO DI REGGIO 

Rimborsopoli, parlano i leghisti

Rimborsopoli, parlano i leghisti

I dirigenti giustificano 150mila euro contestati: «Lavoravamo così»  

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«La Lega Nord non è un'azienda: da noi si lavorava in un altro modo». Ad affermarlo è l'ex segretario amministrativo e tesoriere della Lega Nord dell'Emilia (con sede a Reggio) dal 2002 al 2012 Gianfranco Barigazzi, primo imputato ad essere oggi interrogato nel processo sulla cosiddetta «Rimborsopoli» del carroccio emiliano. Rinviati a giudizio, a maggio del 2016, sono circa una ventina di ex iscritti o militanti del partito, tutti accusati in concorso di appropriazione indebita aggravata, per una serie di rimborsi «sospetti» effettuati nel periodo 2009 al 2011. In tutto una somma che si aggira sui 150mila euro per cene, consumazioni al bar, benzina ed altro. Tra i modenesi compaiono infatti due nomi: quello della giornalista modenese ed ex candidata a sindaco di Novi Federica Boccaletti (dimessasi dalla Lega nel 2012), e quello di un altro leghista della Bassa, Christian Morselli di Sorbara, attivista ed ex commissario a Parma. Tra gli ex amministratori leghisti spiccano in particolare tre nomi reggiani: Angelo Alessandri, ex deputato, presidente federale del partito e all'epoca dei fatti ex segretario della «nazione» (cioè regione, ndr) Emilia, a cui vengono contestate una settantina di multe stradali per oltre 5mila euro e alcune cartelle esattoriali pagate con i soldi dei militanti. Ma anche Marco Lusetti, ex braccio destro di Alessandri che con il suo esposto diede l'avvio cinque anni fa alle indagini della procura e che ora si ritrova a sua volta coinvolto nel processo per 6.500 euro di rimborsi. La tesi difensiva dei leghisti è che i soldi in ballo derivavano «dal tesseramento e dai contributi degli eletti» ad ogni livello, mentre il federale erogava circa 5mila euro all'anno e somme più consistenti una tantum in occasione delle elezioni. Come dire, insomma, tutte risorse proprie del partito che poteva disporne come meglio riteneva. Per quanto riguarda le multe, Barigazzi spiega: «I nostri esponenti correvano da una parte all'altra, anche fuori dall'Emilia per fare iniziative. Poteva capitare di prendere una multa. E una multa presa per la Lega viene pagata dalla Lega».

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