cavezzo. la sindacalista morselli di cgil dopo il cambio di proprietÁ
«Su Acetum verificheremo quanto promesso da ABF»
L’acquisizione di Acetum, l’azienda di Cavezzo che produce Aceto Balsamico di Modena IGP, da parte del colosso alimentare inglese ABF (Associated British Foods), viene commentata dal sindacato Flai...
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L’acquisizione di Acetum, l’azienda di Cavezzo che produce Aceto Balsamico di Modena IGP, da parte del colosso alimentare inglese ABF (Associated British Foods), viene commentata dal sindacato Flai Cgil. che, secondo logica, si interessa degli aspetti occupazionali del passaggio di proprietà.
«L’operazione - dichiara Erika Morselli della Flai/Cgil di Mirandola - rientra in un processo di crescita ed espansione già delineato negli anni scorsi attraverso gli interventi del fondo di investimento italiano Clessidra sgr, che deteneva l’80% della società e che l’aveva accompagnata nella ricostruzione post-terremoto del 2012. I lavoratori dell’azienda, attraverso le rappresentanze sindacali, hanno sempre tenuto aperto un confronto sugli assetti produttivi e occupazionali. Anche in questo passaggio intendiamo proseguire il confronto sul piano industriale, sulla qualità del lavoro e sull’organizzazione del lavoro per verificare le positive dichiarazioni di crescita dell’Ad di ABF, George Weston».
«La nostra attenzione - continua Morselli- si concentra sulla salvaguardia degli stabilimenti sul territorio e delle persone che vi lavorano, promuovendo le politiche industriali che vanno in questo senso. Nel distretto agroalimentare modenese sono insediate sia aziende che acquisiscono all’estero, come Cremonini e Granarolo, sia aziende che sono acquisite, di solito da multinazionali estere, come ormai i tre quarti delle aziende agroalimentari italiane. In entrambi i casi - conclude la sindacalista - cerchiamo distinguere le operazioni che hanno una strategia di vero rilancio industriale dalle operazioni puramente finanziarie, che possono mettere a rischio insediamenti e occupazione. Verificheremo nei fatti l’operazione dell’ABF».
«L’operazione - dichiara Erika Morselli della Flai/Cgil di Mirandola - rientra in un processo di crescita ed espansione già delineato negli anni scorsi attraverso gli interventi del fondo di investimento italiano Clessidra sgr, che deteneva l’80% della società e che l’aveva accompagnata nella ricostruzione post-terremoto del 2012. I lavoratori dell’azienda, attraverso le rappresentanze sindacali, hanno sempre tenuto aperto un confronto sugli assetti produttivi e occupazionali. Anche in questo passaggio intendiamo proseguire il confronto sul piano industriale, sulla qualità del lavoro e sull’organizzazione del lavoro per verificare le positive dichiarazioni di crescita dell’Ad di ABF, George Weston».
«La nostra attenzione - continua Morselli- si concentra sulla salvaguardia degli stabilimenti sul territorio e delle persone che vi lavorano, promuovendo le politiche industriali che vanno in questo senso. Nel distretto agroalimentare modenese sono insediate sia aziende che acquisiscono all’estero, come Cremonini e Granarolo, sia aziende che sono acquisite, di solito da multinazionali estere, come ormai i tre quarti delle aziende agroalimentari italiane. In entrambi i casi - conclude la sindacalista - cerchiamo distinguere le operazioni che hanno una strategia di vero rilancio industriale dalle operazioni puramente finanziarie, che possono mettere a rischio insediamenti e occupazione. Verificheremo nei fatti l’operazione dell’ABF».
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